00:20 12 Agosto 2020
Politica
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Dopo la citofonata di Bologna, ecco la seconda puntata della crociata anti-droga portata avanti da Matteo Salvini in Emilia-Romagna.

Secondo round del match disputato da Matteo Salvini, in campo nella sua personalissima singolar tenzone contro gli stupefacenti.

Questa volta a salire sul banco degli imputati allestito dal leader del Carroccio è un'attività commerciale di Modena, il Civico 38, che gli sarebbe stato segnalato come uno dei centri dello spaccio in città.

Armato di smartphone e per nulla spaventato dalle recenti polemiche relative al caso della citofonata al ragazzo tunisino, Salvini si è presentato nel suddetto locale:

"Chiediamo cortesemente a chi di dovere, alla Procura e alle forze dell'ordine, di fare i dovuti controlli in questo negozio, perché qua dentro si spaccia la droga", ha spiegato il numero uno della Lega in diretta su Facebook.

Al vedere la saracinesca dell'esercizio abbassata, Salvini non si fa poi scappare l'occasione per un commento ironico:

"Al civico 38 spacciano, non serve citofonare, l’hanno già chiuso", ha scherzato il segretario leghista.

In chiusura l'ex ministro degli Interni ha lanciato un appello alle forze dell'ordine nella speranza che "la nostra presenza di oggi possa portare a fare i controlli del caso, possa portare a qualche chiusura e a qualche arresto".

Immancabile il ringraziamento finale alle "mamme e le nonne che ci hanno messo la faccia", che viene accompagnato da una promessa:

"E' dal '99 che c'è questo negozio? Sono vent'anni? Visto che sono testone, tornerò tutte le volte, finché non sarà chiuso definitivamente''

La reazione della Polizia 

Il nuovo 'blitz' di Salvini non sembra aver riscosso il favore del capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, il quale ha avanzato delle critiche verso questo tipo di "giustizia porta a porta":

"Stigmatizzo sia quelli che fanno giustizia porta a porta, sia quelli che accusano la Polizia in maniera indiscriminata", ha spiegato Gabrielli
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