23:51 17 Febbraio 2020
Politica
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Chi sostituirà Luigi Di Maio alla guida del Movimento 5 stelle? Roberto Fico e Alessandro Di Battista sono davvero i due candidati che correranno per diventare Capo politico del M5s?

Questo pomeriggio alle ore 17:00 Luigi Di Maio annuncerà ufficialmente le sue dimissioni da Capo Politico del Movimento 5 stelle, durante una diretta Facebook in cui dirà “delle cose importanti” a tutti.

Alla diretta da Roma saranno presenti anche i facilitatori regionali, la nuova figura prevista dalla “riforma” interna del M5s che ha anche costituito il Team del Futuro.

Secondo lo statuto del M5s (art. 7, lettera d), in questa fase transitoria il Comitato di garanzia dei pentastellati ha 30 giorni di tempo per indire nuove elezioni interne ed eleggere il nuovo Capo politico del partito.

La domanda che tutti si pongono ora, è chi sarà il degno sostituto di Luigi Di Maio? Chi potrà fare meglio di lui? 

Le alternative a Luigi di Maio: Roberto Fico e Alessandro Di Battista

I due nomi più in vista sono quelli di Roberto Fico e Alessandro Di Battista, a meno che i deputati pentastellati non vogliano implorare Beppe Grillo di svestire i panni del Garante e di indossare quelli originari del cofondatore dei 5 stelle e riassumere così la guida di un Movimento che ha mediaticamente fondato.

Fico o Di Battista quindi?

Roberto Fico, il traghettatore

Roberto Fico a Mosca
© Sputnik . Maksim Blinov
Roberto Fico a Mosca

Roberto Fico è attualmente presidente della Camera dei deputati. Nell’ipotesi che il governo Conte bis dovesse proseguire la sua corsa fino al 2023, Roberto Fico potrebbe essere il Capo politico ideale per il M5s, perché la sua figura ben si adatterebbe a fare da traghettatore del partito verso un nuovo corso politico.

Un Capo politico di passaggio quindi, anche se come idea potrebbe non funzionare.

Alessandro Di Battista, il panchinaro in attesa

Alessandro Di Battista è in panchina come mossa strategica, lui doveva essere il naturale avvicendamento alla guida del M5s dopo il secondo mandato elettorale di Luigi Di Maio, questa l’analisi secondo alcuni.

Lo statuto dei grillini, infatti, prevede che il Capo politico non possa restare in carica per più di due mandati consecutivi. Non solo, i grillini hanno sempre detto che dopo due legislature si deve andare a casa.

Ed ecco che Di Batttista, che una legislatura l’ha già fatta, ha scelto di non ricandidarsi alle scorse elezioni politiche del 2018, per attendere l’uscita di scena dell’amico – rivale Di Maio.
© AP Photo / Gregorio Borgia
Alessandro Di Battista

Questa sorprendente uscita di scena del partenopeo di Pomigliano d’Arco, chiede ora a Di Battista di scendere immediatamente in campo… Ma sarà così?

Giusto qualche giorno fa, il 15 gennaio, Di Battista ha pubblicato un post che, letto ora, potrebbe assumere una chiave di lettura significativa, perché scrive:

“Nel 2012, nel video di presentazione della mia candidatura in Parlamento, dissi una cosa semplice: ‘voglio fare una legislatura e poi voglio tornare alla mia vita, ovvero scrivere e viaggiare’. Poi ho fatto ciò che ho detto ma sono stato attaccato. I soliti giornali ci vedevano dietro una strategia. Io volevo solo riprendermi i miei spazi dopo essermi impegnato moltissimo 5 anni in parlamento”.

Di Battista si definisce un attivista volontario del M5s e niente di più, mentre la sua vita vera, quella lavorativa e familiare, si svolge lontana dall’Italia. In questo momento, scrive nel lungo post, si trova in Iran.

Insomma, Di Battista è lontano fisicamente dall’Italia e dalla politica italiana e appare come un improbabile guida del futuro del M5s. Non è lui il successore di Luigi Di Maio.

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Tags:
Movimento 5 Stelle, M5S, Luigi Di Maio
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