05:41 05 Giugno 2020
Politica
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Luigi Di Maio da Bruxelles torna sul caso della nave Gregoretti e afferma che quella di Salvini è una tattica politica, passare cioè dal sovranismo al vittimismo, per provare a salvarsi dal processo.

“Salvini è passato dal sovranismo al vittimismo”, dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante il punto stampa al termine del Consiglio degli Affari Esteri svoltosi a Bruxelles quest’oggi. E lo dice sorridendo, perché secondo lui questa storia all’estero fa anche un po’ sorridere.

Di Maio torna sull’argomento perché gli viene posta la domanda su una vicenda che oggi al Senato potrebbe segnare le sorti politiche non tanto di Salvini, quanto della politica italiana di buona parte del 2020.

“Per quanto riguarda il caso Gregoretti, io ho visto che c’è un grandissimo dibattito, nella politica italiana scatenato da Salvini. Il quale dice: ‘Andrò a processo. Scriverò le mie prigioni...’ Credo che queste cose facciano anche un po’ sorridere al resto del mondo”.

E sulla nuova linea politica dell’ex alleato di governo: “Salvini è passato dal sovranismo al vittimismo, è la sua nuova linea politica. E sono tattiche, niente di più. Siccome non poteva controllare il processo nella Giunta delle autorizzazioni, e quindi avrebbe perso, perché sa che è stata una sua scelta di propaganda bloccare quella nave, non è stata mai concordata con il governo, allora ha deciso di ribaltare e di dire mi faccio processare”.

Ma tra le tattiche, proprio in queste ore, si aggiunge anche quella del Pd e del M5s che non si sono presentati in Giunta, allo scopo di far slittare la decisione a dopo le elezioni regionali del prossimo 26 gennaio.

“La magistratura si occuperà del caso Gregoretti. E per quanto mi riguarda, io da vice presidente del consiglio dei ministri mi sono autodenunciato quando abbiamo bloccato la nave Diciotti. È stato aperto anche un fascicolo su di me, poi archiviato”, ha proseguito Di Maio da Bruxelles.

Di Maio spiega che tra caso Diciotti e Gregoretti, visto che si fa sempre questo parallelo, c’era differenza perché con la Diciotti non c’erano meccanismi di redistribuzione dei migranti sicuri.

La decisione sulla Gregoretti fu tutta di Salvini ribadisce Di Maio, che aggiunge:

“Se ricordate, in quel luglio ci parlavamo poco a livello di governo. Era l’ultimo mese del governo Conte uno. Quindi su questo, ognuno si prenda le sue responsabilità”.

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Matteo Salvini, Luigi Di Maio
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