05:57 08 Luglio 2020
Politica
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L’uscita dal trattato Cieli Aperti (Open Skies) da parte degli Stati Uniti porterà danni all'architettura di sicurezza europea e spingerà la Russia ad intraprendere le misure adeguate. Lo riporta una dichiarazione del ministero degli Esteri russo.

All'inizio dello scorso ottobre il presidente del Comitato degli affari esteri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Eliot Engel ha affermato che la Casa Bianca "sta considerando" la possibilità di abbandonare il Trattato, esprimendosi contro tale iniziativa. In seguito il giornale Wall Street Journal ha riferito, citando le fonti proprie, che il presidente americano Donald Trump ha già firmato un documento, in cui presumibilmente viene esposta l’intenzione della Casa Bianca di uscire dal Trattato. Pertanto, a quanto si apprende, tale decisione non è finale e le consultazioni circa la questione proseguono.

"L’uscita degli Stati Uniti dal trattato Cieli Aperti porterà danni all'architettura di sicurezza europea e creerà per la Russia una necessità di intraprendere le misure adeguate", afferma il ministero degli Esteri russo nelle risposte alle domande dei media, ricevute per la conferenza stampa sulle attività diplomatiche della Russia nel 2019.

Il dicastero ritiene necessario risolvere le divergenze esistenti sull'attuazione del Trattato, prendendo in considerazione le preoccupazioni di ciascuna delle parti.

Cieli Aperti

Il trattato Cieli Aperti è stato siglato a Helsinki il 24 marzo 1992 e, attualmente, conta 34 paesi firmatari, con la Russia che lo ha ratificato nel maggio 2001.

Gli accordi prevedono che le nazioni possano condurre dei voli di ricognizione controllati, ovvero in presenza di personale di altri stati, nei cieli degli altri paesi, al fine di raccogliere informazioni circa le attività militari che vi si svolgono.

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Russia, USA
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