12:08 25 Gennaio 2020
Politica
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La Corte Costituzionale, dopo 8 ore di Camera di Consiglio, ha bocciato la proposta di referendum sulle legge elettorale portata avanti dalla Lega

Dopo ore di Camera di Consiglio, riunita da giovedì mattina alle 9, la Corte Costituzionale ha bocciato il quesito referendario per la legge elettorale proposto dalla Lega e appoggiato da otto consigli regionali guidati dal centrodestra. La proposta di referendum aveva come fulcro centrale quello di trasformare in un maggioritario puro l'attuale sistema con l'abrogazione delle norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi.

La motivazione per la bocciatura da parte della Corte Costituzionale risiede in una inapplicabilità della legge elettorale, considerata dallo stesso organismo come "manipolativa", ed un quesito referendario "inammissibile".

"Per garantire l’autoapplicatività della 'normativa di risulta' – richiesta dalla costante giurisprudenza costituzionale come condizione di ammissibilità dei referendum in materia elettorale - il quesito investiva anche la delega conferita al Governo con la legge n. 51/2019 per la ridefinizione dei collegi in attuazione della riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. In attesa del deposito della sentenza entro il 10 febbraio, l’Ufficio stampa della Corte costituzionale fa sapere che a conclusione della discussione la richiesta è stata dichiarata inammissibile per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della normativa di risulta", ha dichiarato la Corte Costituzionale, come si legge nel testo della consulta.

Pronta la reazione su Twitter del leader della Lega Matteo Salvini che definisce la decisione della Corte Costituzionale "una vergogna".

​La maggioranza al governo sta nel frattempo lavorando a una proposta di tipo proporzionale, il Germanicum (con sbarramento al 5 per cento), già depositato alla Camera dal deputato pentastellato Giuseppe Brescia. Il centrodestra rimane contraria al sistema proporzionale, come espresso anche da Giorgia Meloni qualche giorno fa.

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Matteo Salvini, Corte Costituzionale
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