01:32 28 Settembre 2020
Politica
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Un'Europa con una politica estera unitaria, un esercito forte e che abbia la Russia come partner strategico per le missioni internazionali. Lo ha detto Silvio Berlusconi a La Verità.

Silvio Berlusconi reputa insufficiente l'azione dell'esecutivo giallorosso in politica internazionale. "Le rotte della geopolitica in verità mettono il nostro Paese al centro delle aree di crisi più pericolose del pianeta. - dichiara in una intervista a La Verità. Per questo sono molto preoccupato dell'inettitudine del nostro governo. Mi dispiace dirlo, perché sulla politica estera, quando sono in gioco la dignità e la sicurezza della nazione, bisognerebbe poter stare tutti uniti. Ma l'ambiguità, il dilettantismo, la mancanza di autorevolezza dell'attuale governo Conte hanno reso tutto questo molto difficile".

A rischio, sostiene l'ex premier, è la sicurezza dei soldati italiani impiegati nelle missioni internazionali. "Il rischio che corrono i nostri soldati è una nostra ragione di preoccupazione - precisa - Ma del resto da soli possiamo fare ben poco". 

Berlusconi ritiene che in politica internazionale ci sia bisogno di una strategia unitaria dei paesi UE e di un esercito comune. "Soltanto un'Europa capace di una politica estera unitaria e dotata di uno strumento militare comune che veda insieme tutte le forze armate di tutti i Paesi europei potrebbe esercitare davvero un ruolo".

E anche di un'Europa che dialoghi con partner importanti, come Mosca. "Solo un diverso rapporto con la Russia - sottolinea - può consentire di stabilizzare queste aree. Il nostro Paese avrebbe dovuto lavorare da anni per favorire questi processi, che certo non si realizzano in poche settimane nel corso di una crisi".

Per Berlusconi "l'unica strada è quella della coerenza e della prudenza: coerenza con le nostre alleanze, prudenza perché in una situazione esplosiva ogni ambiguità e ogni iniziativa velleitaria può aggravare i rischi".

La situazione in Libia

In Libia l'azione di Ankara "riempie il vuoto e le contraddizioni della politica italiana ed europea", afferma il cavaliere, e la Turchia "di oggi non è più quella di 10-15 anni fa, pronta ad aderire all'Europa e con lo sguardo rivolto all'Occidente". Ma resta sempre "il maggiore esercito, dopo gli Stati Uniti, dell'Alleanza Atlantica, oltre che la porta di possibili flussi migratori verso l'Europa, che per il momento Erdogan mantiene bloccati", specifica l'ex premier. 

"Per quanto riguarda la Libia, solo Gheddafi era stato capace di tenere unite le oltre 100 tribu' libiche e superare le feroci rivalità che le dividono. Oggi un Gheddafi all'orizzonte, nel bene e nel male, non si vede", conclude.
Tags:
Turchia, UE, Russia, Libia, Italia
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