18:47 28 Gennaio 2020
Politica
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Giorgia Meloni contraria alla proposta della maggioranza di ritornare ad una legge elettorale con il sistema proporzionale. Le fa eco Salvini, che appoggia il Mattarellum. Posizioni non allineate nel centrodestra.

Il Governo è alle prese con l’ennesima riforma della legge elettorale e tra le proposte avanzate dai partiti della maggioranza, c’è l’ipotesi del proporzionale. Una proposta che ha fatto infuriare Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che interviene sull’argomento durante l’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

“Riproporre il proporzionale è scandaloso, ma d’altra parte se uno come Franceschini rivendica la volontà di 'fare i governi in Parlamento', è chiaro che sono pronti a tutto. Vorrebbero una eterna ingovernabilità per poter essere sempre al centro di tutto, contro la volontà dei cittadini”.

La speranza della Meloni è nell’unità del centrodestra su questo tema, un centrodestra che faccia una sua controproposta. Per la Meloni la legge elettorale ideale dovrebbe basarsi sul meccanismo maggioritario, per dare “a chi vince la possibilità di governare”.

La risposta di Salvini alla proposta della Meloni

Ma a stretto giro arriva la risposta di Salvini, che ad ogni altra proposta egli contrappone il Mattarellum, “legge elettorale già sperimentata, efficace, garanzia di stabilità e serietà”.

Contrario a qualsiasi proposta che porti indietro l’Italia di 30 anni, allo scopo di resuscitare “partiti e partitini”.

Perché si parla di legge elettorale?

Dopo “la porcata” dell’onorevole Calderoli, come egli stesso la ebbe a definire, ovvero la legge 270 del 21 dicembre 2005 che introduceva il sistema proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate, i partiti al governo hanno provato a più riprese l’avventura della nuova legge elettorale.

Un'impresa fino a oggi riuscita a nessuno, ma sempre riproposta quando le elezioni politiche nazionali erano in vista.

Perché a ben guardare di legge elettorale non se ne stava parlando più, i temi delle agende politiche riguardavano tanto altro ma non la riforma della legge elettorale.

Perché rispunta fuori proprio ora? Probabilmente per la consapevolezza dei partiti di governo che presto si tornerà alle elezioni.

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