01:52 13 Luglio 2020
Politica
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Michael Bloomberg disposto a spendere un miliardo di dollari del suo patrimonio pur di battere Donald Trump. Disposto a donare fondi anche a Bernie Senders o a Elizabeth Warren.

Michael Bloomberg è pronto a tutto pur di battere Donald Trump alle prossime elezioni presidenziali di novembre. Pur di vedere un democratico alla Casa Bianca, è disposto a sostenere la corsa di Bernie Senders o quella di Elizabeth Warren, se non dovesse essere lui stesso a vincere le primarie dei democratici. E poco importano le differenze di lettura della politica che questi due candidati hanno, rispetto alla sua visione politica.

Un miliardo di euro a disposizione, preso dal suo vasto patrimonio personale. Una potenza di fuoco “bellica” che dovrà scontrarsi con l’altrettanto ben dotata forza del presidente in carica Trump, il Tycoon.

La campagna “ombra” di Bloomberg

Come riporta il New York Times, Bloomberg ha intenzione di creare una campagna politica “ombra” per convincere gli statunitensi a votare un democratico come 46° presidente degli Stati Uniti d’America e togliere a Trump la soddisfazione del doppio mandato.

Bloomberg utilizzerà ogni arma a sua disposizione, compresa una robusta campagna politica digitale.

Va ricordato che M. Bloomberg è il fondatore della nota agenzia di stampa Bloomberg, ha quindi dalla sua un vastissimo know how nel campo della comunicazione da cui attinge senza neppure spendere troppo.

Tuttavia il magnate della comunicazione ha già messo in bilancio 200 milioni di dollari USA per finanziare la sua discesa in campo. Con questi fondi già spesi, ha superato di gran lunga quanto investito dall’ex presidente Barack Obama nel 2012 per sostenere la sua rielezione alla Casa Bianca.

Se hanno bisogno darò loro di più

Bloomberg è stato raggiunto dal New York Times in Texas, durante una pausa dalla sua campagna elettorale per le primarie democratiche. Al giornalista che lo ha intervistato a proposito della sua disponibilità a finanziare la campagna degli altri concorrenti, ha detto:

“Dipenderà da quanto aiuto il candidato avrà bisogno; se la sua campagna va bene, avrà bisogno di meno. Altrimenti avrà bisogno di più”, ha riferito Bloomberg al NYT.

Il match dei match

Una cosa a questo punto sembra essere chiara. A novembre 2020 negli USA andrà in scena forse il match dei match, il super bowl della politica statunitense più agguerrito della loro storia recente.

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