01:50 25 Novembre 2020
Politica
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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (92)
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In una lettera alla leadership militare irachena, la coalizione guidata dagli Stati Uniti in Iraq ha annunciato di prepararsi a "ritirarsi" dal Paese per rispetto della sovranità irachena.

In seguito all'approvazione di una risoluzione non vincolante da parte del parlamento iracheno in cui si chiedeva alle truppe statunitensi di lasciare il Paese, il comando militare americano ha annunciato di preparare piani preliminari per concretizzare il ritiro dall'Iraq.

"Rispettiamo la vostra decisione sovrana di ordinare la nostra partenza", afferma la lettera, segnala la Reuters.

Le forze statunitensi si riposizioneranno e nei prossimi giorni e settimane si effettueranno i preparativi per il trasferimento, si afferma nella lettera.

​"Con il dovuto rispetto della sovranità della Repubblica Irachena, e come richiesto dal parlamento iracheno e dal premier, la CJTF-OIR (la task force congiunta combinata dell'operazione Inherent Resolve ndr) riposizionerà le forze nel corso dei prossimi giorni e settimane per prepararsi al successivo trasferimento", afferma la lettera, indirizzata al tenente generale iracheno Abdul Amir e firmata dal generale di brigata William H. Seely III.

"Per svolgere questo compito, le forze della coalizione sono tenute ad adottare alcune misure per garantire che il movimento fuori dall'Iraq sia condotto in modo sicuro ed efficiente", continua la lettera.

"Durante questa fase, ci sarà un aumento dei voli in elicottero all'interno e intorno alla zona internazionale di Baghdad. Questo aumento del traffico comprenderà gli elicotteri di riserva di sicurezza CH-47, UH-60 e AH-64. Le forze della coalizione prenderanno le misure appropriate per minimizzare i disagi alla gente comune. Inoltre effettueremo queste operazioni di notte per aiutare ad alleviare la percezione che potremmo portare forze aggiuntive della coalizione nella zona internazionale".

"Mentre ci apprestiamo ad attuare la prossima fase operativa, voglio ribadire il valore della nostra amicizia e collaborazione. Rispettiamo la vostra decisione sovrana di ordinare la nostra partenza", conclude il testo della lettera.

Escalation in Iraq

Hassan Rouhani
© AP Photo / Iranian Presidency Office
Il 29 dicembre le forze statunitensi hanno colpito obiettivi del gruppo sciita Kataib Hezbollah in Iraq e Siria. Il Pentagono ha spiegato la mossa come una reazione all'attacco del movimento filo-iraniano alla base irachena vicino a Kirkuk, dove un cittadino americano ha perso la vita e 4 soldati americani sono rimasti feriti.

Dopo i raid di ritorsione americani, è scoppiata la rabbia degli sciiti iracheni, che hanno preso d'assalto l'ambasciata statunitense a Baghdad. Washington ha risposto con l'assassinio del generale iraniano Qasem Soleimani, considerato la mente delle rivolte sciite.

Baghdad ha giudicato il raid mirato contro Soleimani una violazione delle condizioni per il dispiegamento dell'esercito americano in Iraq.

Da Trump la minaccia di sanzioni contro Baghdad

L'inquilino della Casa ha sottolineato di essere pronto ad imporre all'Iraq sanzioni "che non avevano mai visto prima" ed ha aggiunto che le forze armate statunitensi non sono intenzionate a lasciare il Paese fino a quando Baghdad non pagherà la base aerea costruita dagli americani.

Tema:
Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (92)
Tags:
Coalizione USA anti ISIS, USA, Iraq
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