01:44 27 Ottobre 2020
Politica
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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (91)
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In un'intervista a Deutschlandfunk, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha definito "non molto utili" le minacce del presidente americano Donald Trump di imporre sanzioni contro l'Iraq nel caso Baghdad mostri ostilità contro Washington.

Il Parlamento iracheno ha votato una risoluzione all'unanimità in cui si chiede al governo di ottenere il ritiro delle truppe americane. Successivamente il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato l'Iraq di sanzioni in caso di azioni ostili delle autorità del Paese.

L'inquilino della Casa ha sottolineato di essere pronto ad imporre all'Iraq sanzioni "che non avevano mai visto prima" ed ha aggiunto che le forze armate statunitensi non sono intenzionate a lasciare il Paese fino a quando Baghdad non pagherà la base aerea costruita dagli americani.

"Almeno penso che non sia molto utile al momento... Abbiamo investito molti soldi, non solo militarmente, per ripristinare questo Paese, per creare infrastrutture. Tutto questo è a rischio se la situazione degenera ulteriormente. Tuttavia l'Iraq non dovrebbe essere convinto mediante le minacce, ma con argomentazioni, che sono molte", ha detto il capo della diplomazia tedesca, osservando che Baghdad ha "l'ultima parola".

Escalation in Iraq

Il 29 dicembre le forze statunitensi hanno colpito obiettivi del gruppo sciita Kataib Hezbollah in Iraq e Siria. Il Pentagono ha spiegato la mossa come una reazione all'attacco del movimento filo-iraniano alla base irachena vicino a Kirkuk, dove un cittadino americano ha perso la vita e 4 soldati americani sono rimasti feriti.

Dopo i raid di ritorsione americani, è scoppiata la rabbia degli sciiti iracheni, che hanno preso d'assalto l'ambasciata statunitense a Baghdad. Washington ha risposto con l'assassinio del generale iraniano Qasem Soleimani, considerato la mente delle rivolte sciite.

Baghdad ha giudicato il raid mirato contro Soleimani una violazione delle condizioni per il dispiegamento dell'esercito americano in Iraq.

Merkel in Russia l'11 gennaio per incontrare Putin

La cancelliera tedesca Angela Merkel arriverà in Russia per una visita ufficiale il prossimo 11 gennaio per discutere con il presidente russo Vladimir Putin una serie di questioni bilaterali, nonché i temi d'attualità di politica internazionale, ha segnalato l'ufficio stampa del Cremlino.

Durante i colloqui sarà certamente affrontata la questione dell'escalation in Medio Oriente a seguito dell'operazione statunitense all'aeroporto di Baghdad, nonché verranno discussi gli sviluppi in corso in Siria e in Libia.

Le parti intendono inoltre discutere la risoluzione del crisi interna ucraina all'interno degli accordi del vertice di Parigi nel "formato normanno".

Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert ha osservato che la delegazione tedesca che arriverà a Mosca includerà anche il ministro degli Esteri Heiko Maas.

"Ho una comunicazione per il prossimo sabato 11 gennaio: la cancelliera arriverà a Mosca per una breve visita ufficiale. Il ministro degli Esteri Heiko Maas prenderà parte a questa visita. Si svolgeranno colloqui al Cremlino con il presidente Putin su questioni internazionali d'attualità: Siria, Libia, Iraq, Iran, Ucraina, nonché questioni bilaterali", ha dichiarato Seibert durante la conferenza stampa odierna.
Tema:
Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (91)
Tags:
Medio Oriente, situazione in Medio Oriente, Politica Internazionale, Coalizione USA anti ISIS, Iraq, Sanzioni, Germania, USA
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