01:12 20 Settembre 2020
Politica
URL abbreviato
2223
Seguici su

La Francia vuole evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti, ma è pronta a reagire insieme agli altri Paesi europei se Washington imporrà sanzioni, ha dichiarato il ministro dell'Economia e delle Finanze francese Bruno Le Maire.

All'inizio dello scorso dicembre gli Stati Uniti avevano annunciato piani per introdurre dazi fino al 100% del valore su una serie di prodotti francesi. Come affermato in un rapporto del rappresentante commerciale degli Stati Uniti, "la Francia persegue una politica discriminatoria" nei confronti delle società americane informatiche, pertanto Washington è intenzionata ad introdurre nuovi dazi. Successivamente il ministro Le Maire ha affermato che la priorità di Parigi è una soluzione fiscale per le società informatiche all'interno dell'Osce ("Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico" - ndr). Qualora fosse necessario, la Francia è pronta a rispondere a livello europeo.

In un'intervista al Journal du Dimanche, il ministro ha osservato che è "estremamente importante" per la Francia tassare le società informatiche che ottengono profitti significativi e non pagano pressochè nessuna imposta non trovandosi fisicamente nel territorio della repubblica.

Le Maire ha inoltre "contestato ufficialmente" le accuse degli Stati Uniti sulla natura "discriminatoria" dell'imposta francese. Ha indicato di aver recentemente inviato una lettera al rappresentante commerciale statunitense Robert Lighthizer. Il ministro ha in aggiunta contestato la "legalità delle sanzioni previste" da parte degli Stati Uniti.

Le Maire ha auspicato che i negoziati sulla tassazione internazionale dei colossi del web, attualmente in corso nell'Osce, porteranno a un "risultato soddisfacente". In questo caso la Francia rinuncerà alle tasse imposte a livello nazionale, in alternativa Parigi riprenderà le discussioni all'interno dell'Unione Europea per "determinare una tassazione europea".

"Vogliamo evitare una guerra commerciale, ma saremo pronti a reagire insieme ai nostri partner europei se saremo colpiti dalle sanzioni che consideriamo inadeguate, ostili e illegali", ha affermato il ministro.

A metà luglio il Parlamento francese ha approvato una riforma fiscale ad hoc nei confronti delle principali società informatiche e del web come Amazon, Apple, Facebook e Google. Questa legge ha suscitato forti critiche a Washington. Il presidente americano aveva affermato che in qualità di reazione potrebbe introdurre dazi sul vino francese. Allo stesso tempo, ad agosto, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo tra Parigi e Washington: non appena verrà introdotta una tassa digitale a livello internazionale, la Francia abolirà le sue imposte contro le principali compagnie informatiche.

Coldiretti conta i danni dei dazi Usa contro il Made in Italy

Nella cosiddetta blacklist statunitense si trovano prodotti dell'eccellenza italiana per un valore delle esportazioni stimato in mezzo miliardo di euro, tra cui Parmigiano Reggiano e Grana Padano.

A novembre, dopo un mese dall'entrata in vigore dei dazi statunitensi sui prodotti importati dall'Unione Europea, dall'altra parte dell'Oceano sono calate del 20% le vendite dei prodotti agroalimentari del Made in Italy. E' la stima della Coldiretti, che ha cercato di tracciare un bilancio degli effetti delle misure commerciali afflittive americane scattate il 18 ottobre anche contro formaggi, salumi, agrumi e liquori prodotti nel Belpaese.

In Italia le piccole e medie imprese pagano doppio rispetto a giganti web

Secondo i dati rilevati dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre (Cgia), la pressione fiscale sulle Pmi italiane è del 59,1% rispetto ai profitti, mentre sulle controllate dei giganti del web è solo del 33,1%: l'analisi si riferisce ai dati del 2018.

Nel confronto con i colossi del web l'ingiustizia fiscale non risparmia nemmeno i comuni cittadini e le famiglie. Un padre di famiglia che guadagna 27 mila euro l'anno paga il 27% del suo reddito, un professionista che percepisce sino a 65mila euro l'anno paga il 15% del suo reddito, mentre le multinazionali del web su 2,4 mld incassati hanno versato all'erario italiano solo il 2.7% del fatturato.

Tags:
Bruno Le Maire, Economia, Commercio, Guerra dei dazi, dazi, Sanzioni, USA, Francia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook