22:36 27 Febbraio 2020
Politica
URL abbreviato
111
Seguici su

Fonti governative smentiscono qualsiasi dietrofront sulle due misure invise a Italia Viva, dopo la polemica innescata dal ministro Bellanova.

"Dopo l'approvazione della manovra, non è all'ordine del giorno dell'agenda di governo alcuna revisione nè di quota cento nè del reddito di cittadinanza", precisano fonti governative smentendo le voci su una revisione delle due misure fortemente appoggiate dai pentastellati. 

Reddito di cittadinanza e quota 100 sono stati causa di un forte scontro all'interno della coalizione di governo nei giorni scorsi. Italia Viva, il partito dell'ex leader dem Matteo Renzi, si è sempre detto contrario alle due misure fortemente volute dal M5s. Il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova, in occasione delle dimissioni del ministro Fioramonti, ha contestato le due misure perché "ingessato risorse preziosissime che invece potevano essere indirizzate più proficuamente", scatenando una durissima polemica con i grillini. 

Particolarmente duro il botta e risposta con l'ex ministro Barbare Lezzi, che ha dichiarato "Alla Bellanova fa schifo il reddito di cittadinanza. Si dimetta e faccia cadere il governo". 

La riforma delle pensioni voluta dal governo gialloverde era stata la mela della discordia tra Renzi e Conte, ai ferri corti negli scorsi mesi proprio su Quota 100. 

I furbetti del reddito

Sono tanti i percettori illegittimi della misura welfare varata dal governo precedente, che si pone come obiettivo la lotta alla povertà elargendo un sussidio ai nuclei familiari privi di reddito, immettendoli all'interno di un percorso di reintroduzione al lavoro. Solo ieri, le fiamme gialle hanno scovato ben 80 percettori del sussidio, privi di requisiti. Per lo più lavoratori in nero, ma anche imprenditori e commercianti che avevano presentato una documentazione non completa, relativamente alla propria situazione patrimoniale. 

Sono 255 i nuclei familiari passati al controllo della guardia di finanza, mentre i danni erariali ammonterebbero a oltre 200 mila euro. 

Lavoro per 28 mila persone

Secondo i dati ANPAL pubblicati dal Sole 24ore sono oltre 28.763 le persone che sono riuscite a trovare lavoro grazie al reddito di cittadinanza. 

Il 18% di questi ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, il 67,2% ha un contratto a tempo determinato, mentre il 3,8% in apprendistato. Inoltre il 67,9% ha un'età inferiore ai 45 anni; il 58,6% sono uomini e il 41,4% sono donne.

 

Tags:
pensione, reddito di cittadinanza, governo, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook