01:53 02 Ottobre 2020
Politica
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Il 26 gennaio segnerà la fine del M5S, dice Salvini. "Di Maio e Grillo pagano l'alleanza con il PD". Sul caso Gregoretti dice: "Sarebbe un processo politico".

Il M5s morirà là dove è nato, predice Salvini, ovvero in Emilia Romagna. A dare il colpo di grazia al movimento saranno le elezioni regionali. Sull'esito delle consultazioni elettorali il leader della Lega non nutre alcun dubbio. 

Il 26 gennaio “il centrodestra vince e i grillini spariscono” ha dichiarato in una intervista al quotidiano Libero. E precisamente “finiranno sotto il 10% sia in Emilia-Romagna, dove sono nati, sia in Calabria, dove avevano quasi il 50”. Il pronostico di Salvini è che “tra un anno e mezzo il Pd avrà inglobato quel che resta di M5s”.

La fuga verso la Lega

Tuttavia finora gli ex grillini non sono stati assorbiti dai dem, ma proprio dal partito di Salvini, che smentisce categoricamente l'esistenza di una campagna acquisti. 

“Tre senatori hanno scelto di lasciare la maggioranza per fare opposizione con la Lega. Professori, avvocati, gente con la schiena dritta. Altri ne arriveranno presto”. Ma precisa che “la Lega non offre nulla”, semmai “la Lega è una comunità aperta”, che apre le porte a chi "con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l'Italia e non è succube del Pd", come si leggeva nel messaggio di benvenuto al senatore Grassi, fuoriuscito dal M5s lo scorso 12 dicembre.

Il governo è precario, assicura Salvini. “Messo com’è può venire giù in ogni momento”, “sono in confusione totale”. E sul suo successore, il ministro Lamorgese azzarda: “abbiamo un ministro dell’Interno senza volto né nome che cerca di rivendersi come suoi i nostri successi”.

Il caso Gregoretti

Se il processo ci sarà, afferma l'ex ministro degli Interni, sarà un un processo politico. "Se processano me, processano l’Italia. Sarebbe un processo politico, non penale”. Ma se ci sarà un procedimento “lo faremo diventare l’occasione per aprire una riflessione sulla situazione della giustizia italiana e sulla mancanza di dignità e di onore dei politici di una certa parte, che hanno delegato ai magistrati le loro battaglie e il loro potere”.

Su Di Maio, che voterà a favore dell’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, si toglie una pietruzza dalla scarpa: “Che mi voti contro il Pd, me lo aspetto. Di Maio invece… Che voltafaccia…”

La crisi del M5s secondo Salvini

Salvini non ha dubbi sul fatto che sulla crisi del M5s pesi la fine dell'alleanza gialloverde, vista come antisistema e antieuropeista, e la coalizione con il PD, che ha portato il movimento "sotto l'ombrello di Bruxelles", per usare una parafrasi. Il fatto è, secondo il leader leghista, che “Grillo e Di Maio si sono innamorati del potere e per conservarlo si sono alleati con il Pd”. Questo ha fatto perdere “la loro spinta originaria” ed è precisamente questo che ne ha allontanato l'elettorato. “I loro elettori non hanno gradito”, chiosa Salvini.

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elezioni regionali, Matteo Salvini, Calabria, Lega, Emilia-Romagna, Italia
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