13:22 09 Luglio 2020
Politica
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Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale (74)
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Il presidente ceco Milos Zeman sta pensando di annullare la sua visita programmata in occasione delle celebrazioni del 75° anniversario della vittoria sul nazifascismo durante la Grande Guerra Patriottica (Seconda Guerra Mondiale).

Lo ha segnalato il portale Parlamentnilisty.

Il capo di Stato ceco ha commentato le osservazioni critiche del ministero degli Esteri russo alla legge approvata dal Parlamento ceco che riconosce il 21 agosto come il giorno del ricordo delle vittime "dell'invasione e della successiva occupazione" della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia nel 1968. Zeman ha definito la posizione del dicastero diplomatico russo come "assoluta impudenza".

"Qualche tempo fa, ho accettato l'invito del presidente Putin a prendere parte alle celebrazioni del 75° anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Ora sto riflettendo se andare lì, o cosa più probabile, andarci a dire ai russi: "Cosa succederebbe se voleste girare questa pagina e smettere di celebrare questo anniversario", ha detto.

All'inizio di dicembre il Senato ceco ha approvato la legge che riconosce il 21 agosto come il giorno del ricordo delle vittime dell'invasione del 1968.

Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato di essere rimasto deluso da questa mossa. Tale approccio contraddice gli accordi bilaterali sanciti dal trattato russo-ceco sulle relazioni amichevoli e di cooperazione, hanno sostenuto i diplomatici russi. Come notato nel dicastero, è improbabile che il desiderio di Praga di riportare gli eventi di mezzo secolo fa nel moderno contesto politico e la riluttanza a rivoltare questa pagina della storia contribuiscano allo sviluppo positivo delle relazioni bilaterali.

Primavera di Praga

La notte del 21 agosto 1968, le truppe dell'Urss, della Germania orientale, della Polonia, dell'Ungheria e della Bulgaria entrarono in Cecoslovacchia per fermare le riforme della primavera di Praga.

La leadership sovietica temeva di perdere il controllo in questo Stato, dal momento che una svolta simile avrebbe aumentato i rischi di dividere il blocco socialista dell'Europa orientale. In quei giorni non ci furono vere e proprie operazioni militari. Ci sono stati casi isolati di attacchi ai militari. 

Secondo gli storici locali, dall'agosto 1968 al giugno 1991, quando i militari dell'Unione Sovietica lasciarono la Cecoslovacchia, morirono 406 cechi e slovacchi.

Gli storici russi riportano la morte di 12 soldati sovietici durante il primo mese dopo l'ingresso delle truppe del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia.

Tema:
Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale (74)
Tags:
Mosca, Storia, Seconda Guerra Mondiale, Parata della Vittoria, Russia, Milos Zeman, Repubblica Ceca
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