01:14 08 Aprile 2020
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Giorgia Meloni e Luigi Di Maio sulla stessa lunghezza d'onda a proposito della relazione della Corte dei Conti, che dichiara non ammissibile indennizzo da 23 miliardi ad Atlantia se revocate le concessioni autostradali.

Per Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, sulle concessioni autostradali “la Corte dei Conti conferma quella che è sempre stata l’interpretazione di Fratelli d’Italia: le clausole che prevedono l’indennizzo all’esercente anche in caso di risoluzione per inadempienza sono nulle perché chiaramente in violazione con i principi del diritto civile”.

Lo scrive in un post su Facebook la leader del partito di centrodestra inserendosi nel solco di quei partiti, tra cui il Movimento 5 stelle, che vorrebbero togliere le concessioni alle società gestori delle tratte autostradali, inadempienti sul piano della manutenzione.

“In particolare la Corte dei Conti ricorda che il codice civile ‘dispone la nullità di patti che escludono o limitano preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave’. Niente più scuse, vanno riviste TUTTE le concessioni autostradali e aeroportuali per assicurare che sia garantita la tutela dell’interesse nazionale”, scrive l’onorevole Meloni.

Luigi Di Maio: Corte dei Conti svela “l’enorme sciocchezza!”

Sullo stesso argomento interviene anche Luigi Di Maio, che della revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia ne ha fatto un punto fermo del suo programma dopo il crollo del ponte Morandi che a Genova ha ucciso 46 persone tra cui dei bambini.

“Vi ricordate quando tutti dicevano che revocare la concessione ad Autostrade ci sarebbe costato almeno 23 miliardi di euro? Una enorme sciocchezza!”, rende noto via Facebook.

“Il presunto indennizzo di 23 miliardi non ha infatti nessuna base legale: lo ha stabilito una relazione della Corte dei Conti approvata già a novembre, ma resa nota solo nelle ultime ore”, sostiene il leader dei pentastellati.

E poi promette:

“Nel 2020, una delle prime cose da inserire nella nuova agenda di governo dovrà essere la revoca delle concessioni ad Autostrade”.

E con il parere della Corte dei Conti, sarà più difficile per gli altri partiti sostenere il contrario. A partire dal Pd, che fino a ora si è sempre opposta a questa eventualità perché fu un suo governo a firmare quel contratto con Atlantia, che fu anche secretato.

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Luigi Di Maio, Giorgia Meloni
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