16:57 28 Marzo 2020
Politica
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Il ministro degli Esteri in Libano per gli auguri di Natale alla missione italiana, parla della situazione in Libia. "Bisogna coinvolgere tutti gli attori, anche Turchia e Russia, nel processo di pace".

Il ministro Di Maio, volato in Libano per salutare i militari italiani impegnati nella missione Unifil, riserva una parte del suo discorso di auguri natalizi alla situazione nel Mediterraneo e in particolare al dossier libico, con l'obiettivo di arrivare alla conferenza di Berlino con il cessate-il-fuoco. 

Rischio proxy war

Il titolare della Farnesina ha ben chiaro che il rischio è che in Libia si ripeta lo scenario siriano, di guerra per procura. "Bisogna coinvolgere tutti, dalla Russia alla Turchia, perché le cellule terroristiche proliferano quando c'è instabilità" e rischia di riprodursi "una 'proxy war' come quella siriana".

"Siamo in contatto con tutti i ministri degli Esteri interessati: lavoriamo alla missione europea in Libia in vista della conferenza di Berlino e parliamo con tutti i soggetti che hanno un'influenza sulle parti". Solo il cessate-il-fuoco, secondo Di Maio, può garantire il presupposto credibile per dare il via a un tavolo di dialogo fra le parti, che produca una road map per la pace.

Nelle ultime settimane il ministro degli Esteri ha interloquito con i suoi omologhi dei Paesi coinvolti nel processo di pace. Ha incontrato  Sergei Lavrov, ministro degli Esteri della Federazione Russa,  Mevlut Cavusoglu ministro turco e l'alto rappresentante per la Sicurezza Ue, Josep Borrell, i suoi omologhi di Germania , Heiko Maas, Francia, Jacques le Drian, quello egiziano, Sameh Shoukry, il saudita, Adel Al-Jubayr.

Di ritorno da Beirut, ha conversato telefonicamente con il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo.  

Per una missione Ue in Libia

L'obiettivo di Di Maio è quello di un coinvolgimento attivo della Ue, a "rischio isolamento politico" se non interviene tempestivamente. "Dobbiamo difendere gli interessi degli italiani e dei cittadini del Mediterraneo", questo il mantra del residente della Farnesina.

Occorre, secondo i piani di Di Maio, una missione Ue in Libia, con un inviato speciale italiano. L'Italia è un player direttamente coinvolto nella crisi libica, su cui una escalation militare potrebbe avere un enorme impatto su vari livelli: migrazione, sicurezza, investimenti esteri.

Il rischio è quello di un punto di non ritorno, provocato da una situazione complessa che vede l'attivismo turco nel Mediterraneo orientale e Ankara che ha trovato una sponda nel governo di Serraj, scatenando la reazione di Grecia, Francia e Egitto e la recrudescenza del governo di Tobruk, che teme una violazione dell'embargo sulla vendita di armi. 

Il vertice bilaterale Turchia - Russia, del prossimo 8 gennaio, potrebbe segnare una svolta. 

 

Tags:
Luigi Di Maio, Libano, Libia, Italia
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