02:03 08 Aprile 2020
Politica
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Il paese ha bisogno di una legge elettorale in grado di imprimere stabilità e di riportare il centro delle decisioni in Parlamento. Lo ha detto il vice segretario della Lega, Giancarlo Giorgetti.

L'Italia è in una condizione di ingovernabilità, dice Giorgetti, vice segretario della Lega, intervistato dal Corriere della Sera. "La crisi è sotto gli occhi di tutti, i governi nascono per impedire di governare a chi prende più voti" afferma, paragonando l'attuale situazione politica a quella dell'Italia pre-referendum Segni. "Siamo in una situazione simile a quella di allora - prosegue - per questo spero che la corte costituzionale consenta agli italiani di esprimersi in modo netto". 

Una situazione di ingovernabilità

Forse era meglio durante la Prima Repubblica, afferma nostalgicamente il numero due della Lega. "C'erano dei partiti e c'erano delle regole, esisteva un metodo. Adesso c'è un pentapartito senza partiti e regole, che non produce decisioni ma solo vertici notturni. 

L'Italia non può permettersi un sistema in cui le decisioni non vengono discusse nelle sedi opportune, in cui "dal parlamento non si può cambiare nulla, prosegue Giorgetti. Come per la legge sul Fine Vita. "Lei la legge l'ha vista? - domanda l'ex sottosegretario. "Per questo spero che la Corte a consentire che il popolo si esprima. Poi magari il popolo sceglierà il sistema dei partitini, quello in cui a governare sono i perdenti". 

Il referendum sul maggioritario

La data del 16 gennaio è da segnare in rosso, puntualizza Giorgetti. "La Corte deciderà se guardare al futuro a al passato". 

Un referendum che l'esponente leghista considera "strategico", perché permetterà la stabilità del Paese, permetterà agli italiani di uscire da un sistema di liste bloccate, in cui sono i vertici a decidere, con un "ceto politico teleguidato" e i "partiti che fanno e disfano". 

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referendum, Giancarlo Giorgetti, Lega, Italia
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