03:50 07 Agosto 2020
Politica
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Se, dopo la vittoria alle elezioni dei conservatori, nel Regno Unito la strada per l'approvazione interna della Brexit sembra spianata, ben più complicata è la situazione per quanto concerne l'accordo economico tra Londra e Bruxelles.

L'Unione europea non è disposta a mettere a repentaglio il proprio benessere economico qualora il prossimo anno il governo britannico dovesse proporre a Bruxelles un accordo economico post-Brexit, rifiutandosi di allineare il sistema economico del Regno Unito alle regole del mercato unico.

"Se Johnson non si allineerà  non ci sarà nessuna esenzione dalle tariffe e nessuna garanzia che l'accordo venga siglato in tempi brevi", ha rivelato una fonte interna all'UE al quotidiano The Sunday Times - Non abbiamo intenzione di aprire il nostro mercato unico a un competitor così grande [...] Nell'epoca di Donald Trump e dell'ascesa della Cina ciò equivarrebbe a puntarsi un coltello alla gola".

Stando alle ultime indiscrezioni, il premier inglese Boris Johnson sarebbe incline a rifiutare l'offerta di Bruxelles, che chiede a Londra di adeguarsi alle regole europee in materia di concorrenza, protezione dell'ambiente e difesa dei diritti dei lavoratori in cambio dell'esenzione permanente dalle tariffe e della permanenza nel mercato unico.

Il grande rischio del no deal

Secondo un rapporto dell'Istituto per il governo britannico che sarà prossimamente pubblicato, un'intesa bilaterale GB-UE sarebbe ancora possibile entro la fine dell'anno prossimo, se il governo britannico si accontentasse di un accordo più limitato.

Nello scenario attuale, tuttavia, il rischio di un no deal resta dietro l'angolo, come spiegato da Raoul Ruparel, il consigliere per gli Affari europei di Theresa May quando quest'ultima era in carica come primo ministro.

"Il rischio che il Regno Unito lasci l'Europa alla fine del periodo di transizione senza accordo è ancora del tutto reale", ha dichiarato Ruparel.

Ma l'approvazione della Brexit è dietro l'angolo

Mentre la quadra su un accordo tra Londra e Bruxelles pare essere ancora ben lontana, ben altra è la situazione per quanto riguarda il fronte interno, con la mozione interna al Parlamento di Westminster che potrebbe essere approvata in tempo davvero brevissimi, in virtù del trionfo dei Tories alle recenti elezioni del 12 dicembre.

Come confermato dal ministro della Giustizia Michael Gove, che dal prossimo mese di febbraio potrebbe assumere un ruolo di primo piano nei negoziati con Bruxelles, la votazione sul cosiddetto Withdrawal Agreement Bill, la mozione interna al Parlamento britannico su Brexit, potrebbe avvenire ben prima dell'attuale deadline sull'uscita del GB dall'UE, fissata per il 31 gennaio.

"Posso assolutamente confermarvi che abbiamo l'opportunità di votarla in tempi relativamente brevi e che ci assicureremo che passi prima del 31 di gennaio", ha spiegato Gove.

Ieri lo stesso Boris Johnson ha svelato i propri piani per dare il via alla discussione della Brexit ancor prima di Natale.

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