08:20 10 Agosto 2020
Politica
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Boris Johnson spinge sull'acceleratore, con l'approvazione del Withdrawal Agreement prima di Natale, così da uscire dall'Ue entro il 31 gennaio 2020. Ma i problemi non mancano, come l'NHS.

Come riporta l’agenzia di stampa Bloomberg, il neo Primo Ministro Boris Johnson starebbe lavorando alla presentazione del Withdrawal Agreement al Parlamento britannico prima di Natale, così che possa essere approvato in tempo per l’uscita dall’Ue il 31 gennaio 2020. Grazie alla recente vittoria elettorale, il partito dei Conservatori di Johnson ha ottenuto una maggioranza sufficiente a far approvare la legge al Parlamento senza ostacoli.

Nel 2016 i britannici votarono per l’uscita dall’Unione Europea, ma per ben tre anni i leader politici non sono riusciti a trovare un accordo politico da far approvare al Parlamento. Johnson ha promesso di non prolungare il periodo di transizione con l’Ue oltre il 2020, e spingendo affinché si ottenga un accordo commerciale post-Brexit entro 11 mesi.

NHS, Irlanda del Nord e purghe di governo

Secondo i media britannici, i piani di Johnson prevedono di aumentare i finanziamenti al Sistema sanitario nazionale (NHS) con una iniezione di circa 45 miliardi di dollari entro il 2023 – 2024.

Il partito Laburista, tuttavia, afferma di avere le prove che il governo di Johnson stia pianificando la vendita del Servizio sanitario nazionale alle società degli Usa, attraverso l’accordo commerciale USA-UK che potrebbe essere stipulato dopo la Brexit. Ma Johnson e i conservatori negano categoricamente le accuse.

"Questa elezione ha riguardato sia la realizzazione delle priorità dei cittadini britannici, che l’attuazione della Brexit e il Primo ministro lo sa bene. Manterremo le promesse fatte sull’aiuto nel sostenere il costo della vita, ridurre la criminalità e sostenere il nostro NHS", ha detto un funzionario di Downing Street.

Il Primo ministro vorrebbe anche che i partiti dell’Irlanda del Nord riprendessero i colloqui dopo la sospensione avvenuta nel 2017 a seguito di tensioni tra il Sinn Fein e il Partito democratico unionista.

Secondo il The Times di Londra, Johnson avrebbe pianificato una grande epurazione nel Partito conservatore, che potrebbe portare al licenziamento di un terzo dei ministri del precedente governo.

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Brexit, Boris Johnson
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