13:00 29 Gennaio 2020
Politica
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Il premier sul fondo salva-stati: l'Italia non ha nulla da temere nella riforma del Mes, perché il debito è sostenibile, ma no a automatismi nella ristrutturazione del debito e a restrizioni bancarie per la detenzione di titoli di stato. Poi punta il dito su chi vuole uscire dall'euro.

"L'Ue è una famiglia, non è il momento di dividersi. Ma finché il quadro non è chiaro, non firmiamo" è quanto ha dichiarato, in estrema sintesi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo intervento alla Camera in vista del Consiglio Ue di domani e dopodomani. La comunicazione riguarda, tra le altri punti, la tanto discussa riforma del Mes, su cui Conte aveva già riferito lo scorso lunedì

Intanto, nella notte la maggioranza intanto ha trovato l'accordo sulla risoluzione per chiedere le modifiche al Mes, relativamente al coinvolgimento del parlamento nel processo di approvazione e all'esclusione di interventi di carattere restrittivo per la detenzione di titoli di stato nei portafogli delle banche. La risoluzione verrà votata al termine del dibattito parlamentare.

Debito dell'Italia sostenibile

Nel suo intervento Conte nega che nel testo della riforma del Mes sia presente un meccanismo per la ristrutturazione automatica del debito, come condizione per accedere al fondo salva-stati.

"La revisione del trattato sul Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e -in particolare - non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri".

"L'Italia non ha nulla da temere - aggiunge - anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati", sottolineando che le polemiche di questi giorni possono macchiare la credibilità del Paese e gettare dubbi sulla sua capacità di garantire il pagamento dei debiti.

No a restrizioni sulla detenzione dei titoli sovrani

"Il Governo continuerà a operare secondo una logica "di pacchetto", assicurando l'equilibrio complessivo". Così il premier Giuseppe Conte in Parlamento, secondo cui sono "negativi gli interventi di carattere restrittivo sulla detenzione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari e, comunque, la ponderazione dei rischi dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale,come pure le disposizioni che prevedano una contribuzione degli istituti finanziari all'Edis in base al rischio di portafoglio dei titoli di Stato".

L'Italia fuori dall'euro

"Bisogna stare attenti a insinuare dubbi e paure nei cittadini italiani, tanto più che quanto meno alcune delle posizioni che si sono delineate nel corso del dibattito pubblico hanno disvelato il malcelato auspicio di portare il nostro Paese fuori dall'euro-zona o, addirittura,dall'Unione europea. Se questo è l'obiettivo allora converrebbe chiarirlo in modo esplicito, affinché il dibattito pubblico sia trasparente e i cittadini italiani possano essere informati di tutte le implicazioni che tali posizioni portano con sé" ha dichiarato il premier.

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Giuseppe Conte, MES, Italia
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