10:02 24 Gennaio 2020
Politica
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Né Di Maio, né Renzi vogliono nuove elezioni, ma i loro continui ultimatum possono minare realmente la tenuta del governo. E' quanto ha dichiarato il vicesegretario del PD in una intervista al Corriere della Sera.

Le tensioni all'interno della maggioranza di Governo, potrebbero minare la stabilità dell'esecutivo e provocare una nuova crisi che nessuno vuolo, secondo il vicesegretario del PD. Il punto cruciale è la fiducia nel presidente del Consiglio, vero ago della bilancia della coalizione.

"La domanda è se Di Maio pensi di Conte ancora quello che pensava quando lo ha proposto premier. Perché in una coalizione, con forze molto diverse, il presidente del Consiglio è il punto di equilibrio. Se è venuta meno la fiducia sarebbe più onesto intellettualmente dirlo, così che si possano produrre altre forme di gestione delle tensioni" ha detto Orlando. 

"Non hanno interessi né Renzi a votare, né Di Maio a tornare con Salvini, il quale ha appena chiuso un accordo organico con Meloni e Berlusconi. Siamo sempre dentro il giochino delle minacce - precisa -, della ricerca di visibilità e dei segnali indiretti. Senza rendersi conto che così si rischia di arrivare alle elezioni, quasi inavvertitamente".

Sui punti di disaccordo si cerca una sintesi, come ad esempio per la riforma della Giustizia e l'istituto della prescrizione, previsto nel progetto di modifica iniziato con il governo gialloverde.

"Lavoriamo a un' intesa - dice -, sapendo che per noi la stella polare è tenere insieme vigenza della prescrizione e tempi certi del processo. Proporremo una soluzione che possa rappresentare una quadratura del cerchio e su cui in settimana cominceremo a confrontarci. Ricordo che l'attuale squilibrio è frutto di una scelta del ministro Bonafede, realizzata anche con i voti di Salvini. Vogliamo sbloccare l'impasse, anche perché la riforma del processo proposta contiene molte cose buone".

Tags:
Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Italia Viva, M5S, PD, Italia
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