23:26 23 Gennaio 2020
Politica
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Dopo il taglio del 2018 sono oltre 2000 i ricorsi degli ex parlamentari privati del vitalizio. Sono già 40 i deputati che l'hanno vinto a cui saranno versate le somme non pagate.

Sono 40 gli ex parlamentari a cui saranno ripristinate le "pensioni" di deputati e senatori, dopo il taglio del 2018. Una decisione presa in nome "del diritto al mantenimento, all'assistenza, e a un'esistenza libera e dignitosa", poiché alcuni deputati sono stati definiti "indigenti o malati". Ancora non si conosce l'entità dell'importo, se parziale o per intero.

In seguito alle delibere dell'ufficio di presidenza di Camera e Senato, con cui è stato definito retroattivamente il taglio dei vitalizi dal gennaio 2019, sono oltre 2000 gli ex parlamentari ad aver fatto ricorso per il ripristino della pensione. 

Il ripristino del vitalizio

Con una delibera voluta dal presidente della Camera, Roberto Fico, approvata il 12 luglio 2018, è stata contemplata la possibilità di ripristino del vitalizio, nel caso di dimostrato stato di bisogno o di salute. 

"Tanti hanno più di 90 anni ormai", ha dichiarato l’avvocato Maurizio Paniz, cheassiste circa un migliaio di ex parlamentari.  I verdetti di Camera (1.400 ricorsi) e Senato (772) passeranno al vaglio di giudici interni, ma sarà la Cassazione ad avere l'ultima parola.

La maggior parte dei ricorsi riguarda l'entità della somma decurtata, superiore in molti casi all'85% del totale. Secondo la consulta il taglio deve essere "limitato nel tempo", "e qui non lo è", dicono i legali che addirittura parlano di "massacro sociale".

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Consulta, Parlamento, Italia
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