15:01 03 Dicembre 2020
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La Germania impedisce agli altri Stati membri dell’UE di elaborare in maniera autonoma una politica di relazioni con la Cina.

La cancelliera Angela Merkel ha invitato all’adozione di un approccio comune nei confronti della Cina, in particolare per la predisposizione della rete mobile 5G. Recentemente in un intervento innanzi al Bundestag Merkel ha altresì osservato che una linea comune paneuropea nei confronti della Cina si debba basare su una posizione comune precedentemente concordata tra Germania e Francia.

La cancelliera considera un grave pericolo il fatto che singoli Stati membri dell’UE conducano la propria politica nei confronti della Cina. In questo Merkel intravede possibili conseguenze negative non per la Cina, ma per l’UE.

L’UE è una organizzazione sovranazionale: ciò implica una limitazione della sovranità nazionale in tutti gli ambiti, inclusi il commercio e gli investimenti. Questo è ciò che osserva Aleksandr Sergunin, professore dell’Università statale di San Pietroburgo in un’intervista a Sputnik in commento all’intervento della cancelliera tedesca:

“Si tratta di vere e proprie sfide per l’UE negli ambiti commerciale, economico e finanziario nei quali la Cina può incrementare la propria potenza. Questo preoccupa Angela Merkel: infatti, non è la prima volta che rilascia dichiarazioni di questo genere. Di fatto, i singoli Stati membri già da tempo non detengono più la sovranità in ambito economico, in particolare dopo la nascita dell’UE che ha fatto seguito alla trasformazione della CEE nel 1993. Dopo 4 anni furono avviate le “politiche comuni” in ambito commerciale, economico, migratorio e di sicurezza. Gli Stati membri da tempo non detengono più la sovranità in questi ambiti. La Germania in primis non detiene tale sovranità poiché lo Stato della Merkel è la nazione trainante dell’integrazione europea. In questo caso Merkel sta esprimendo l’opinione di quei circoli proeuropeisti che sono a favore di un’integrazione ulteriore in seno all’UE”.

La Germania ha cominciato a dirsi favorevole alla cosiddetta “unità” europea relativamente all’approccio unificato dell’UE nei confronti della collaborazione con la Cina dopo il 2016. In quell’anno si verificò un grandissimo numero di acquisizioni da parte di società cinesi di imprese tedesche ad alto valore tecnologico, soprattutto nell’ambito dell’elettronica e della robotica. Proprio la Germania con il sostegno della Francia cominciò a richiedere alla Cina concessioni per le proprie società sul mercato cinese.

Emissioni Co2
© AP Photo / Martin Meissner

Questa tendenza negativa nei rapporti dell’UE con la Cina ha cominciato a guadagnare terreno in concomitanza con il grande sviluppo della cooperazione finanziaria tra la Cina e i Paesi dell’Europa centrale e orientale. Bruxelles si è affrettata ad accusare la Cina di mettere a repentaglio il progetto europeo. La Cina in risposta ha dichiarato che la cooperazione 16+1 non mina affatto l’unità dell’UE.

È evidente che alla Germania non vada affatto bene il rafforzamento dei legami tra la Cina e i Paesi dell’Europa centrale e orientale. Da qui deriva anche la perseveranza e la veemenza degli inviti rivolti all’UE al fine di elaborare un approccio comune nei confronti della Cina. In particolare, la Germania è preoccupata per l’espansione del formato 16+1 con l’aggiunta della Grecia come accaduto in occasione del vertice di Dubrovnik, Croazia, ad aprile. I partner europei della Cina in seno a questo formato si sono espressi a favore del rafforzamento della cooperazione nell’ambito del progetto della Nuova via della seta mentre l’Europa occidentale ha criticato all’unisono l’adesione dell’Italia nel mese di marzo all’iniziativa cinese.

In seno all’UE non vi è consenso nemmeno sulla questione Huawei-5G. Germania e Francia non hanno ancora stabilito se collaboreranno con la Cina in questo ambito e confermano di non essere intenzionate ad osservare le raccomandazioni statunitensi relative al divieto di Huawei. Un certo numero di nazioni dell’Europa centrale e orientale farà entrare Huawei nel proprio mercato. La cancelleria tedesca desidera che gli Stati membri dell’UE elaborino standard univoci nell’ambito della sicurezza delle telecomunicazioni. Secondo Merkel sono necessari elevati standard di sicurezza per l’immissione di prodotti della società cinese sul mercato europeo del 5G. Tali standard dovranno essere discussi da tutti i partner europei. A tal proposito tra i commenti dei media occidentali alle dichiarazioni di Merkel si legge che molti operatori di telecomunicazioni tedeschi sono clienti Huawei. E anzi si ammonisce sul fatto che eventuali barriere innalzate ai danni della società cinese sul mercato nazionale potrebbero ritardare il lancio della rete 5G.

È possibile elaborare una politica europea unica nei confronti della Cina così come proposta per l’ennesima volta dalla cancelliera Merkel? L’esperto dell’Istituto cinese per le telecomunicazioni di massa, Yang Bin, ha risposto così:

“Angela Merkel ha invitato gli Stati membri dell’UE a non seguire l’esempio statunitense, ma a basarsi sui valori europei comuni, a mantenere una posizione indipendente e ad adottare una politica unica a livello europeo. Si tratta di collaborare con i cinesi in ambiti quali la scienza, la tecnica, l’economia e il commercio. Tuttavia, è improbabile che questo si possa realizzare perché ogni singolo Paese ha un approccio diverso nei confronti della Cina e su ogni Paese gli USA esercitano un diverso grado di pressioni. Merkel ha un approccio obiettivo e razionale circa le relazioni con la Cina, mentre all’interno della Germania si ergono voci apertamente anticinesi. Ad esempio, dopo la recente visita della cancelliera in Cina, il ministro tedesco degli Esteri ha pronunciato un discorso ostile nei confronti della Cina. Dunque, è probabile che la Germania faticherà a trovare un consenso su questo tema”.

Nel 2020 la presidenza dell’UE passerà in mano alla Germania. Non è da escludere che Merkel sfrutti il mandato di presidente per conferire forma giuridica alle proprie raccomandazioni circa l’adozione di un approccio unico nei confronti della Cina. L’influenza tedesca sulle relazioni Cina-UE si farà sentire anche in fase di disamina di eventuali accordi di investimento.

La Cina si aspetta che proprio Germania e Francia contribuiscano più delle altre nazioni a una conclusione positiva delle trattative su questi accordi. In un recente incontro con Federica Mogherini, la commissaria europea uscente per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Li Keqiang ha osservato che Cina ed Europa condividono grandi interessi. La parte cinese supporta il processo di integrazione europea e spera in un’Unione coesa e prospera.

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Tags:
Germania, Angela Merkel, Cina
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