03:11 16 Dicembre 2019
Il presidente degli USA Donald Trump in una visita non annunciata alla base aerea Bagram in Afghanistan

Perché Trump non riesce portare via le truppe statunitensi dalla Siria?

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Politica
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Tre volte negli ultimi diciotto mesi Trump ha annunciato che le truppe americane si sarebbero ritirate dalla Siria. E per tre volte personalità dell'amministrazione o consiglieri influenti lo hanno riportato sui stessi passi.

A seguito del raid di grande successo per abbattere il leader dell'ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, il presidente Trump ha annunciato di essere stanco di "guerre senza fine" e, per la terza volta durante la sua presidenza, ha dichiarato che avrebbe fatto ritirare tutte le truppe statunitensi dalla Siria. Ma poi ha di nuovo cambiato idea dichiarando che le truppe statunitensi sarebbero rimaste per "assicurarsi il petrolio".

Nel marzo 2018 diventò chiaro che le forze democratiche statunitensi e siriane (SDF) avevano avuto successo nei loro sforzi per espellere l'ISIS dalla sua cosiddetta roccaforte, Raqqa, In Siria, e Trump dichiarò: "andremo via dalla Siria molto presto".

Appena un mese dopo, l'allora segretario alla Difesa Mattis bocciò l'idea, ribattendo: "Non vogliamo semplicemente tirarci fuori prima che i diplomatici abbiano ottenuto una pace" contraddicendo direttamente il presidente, e aggiungendo che voleva lasciare “un'impronta forte e duratura" in Siria.

Trump apparentemente cedette alla pressione di Mattis e la ritirata non avvenne. Così le truppe americane sono state lasciate nel deserto a cercare un obiettivo. Poiché non vi era più un valido scopo militare per le truppe, furono dichiarate una serie di missioni tra le quali tenere a bada l'ISIS, contrastare l'Iran o proteggere le Forze Democratiche Siriane dalla Turchia.

Alla fine del 2018, tuttavia, Trump dichiarò nuovamente che le truppe in Siria sarebbero state ritirate, questa volta provocando le dimissioni di Mattis. Con Mattis ormai fuori dai piedi, questa volta sembrava che le truppe sarebbero state effettivamente portate a casa.

Tuttavia l'allora consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, rincarò la dose dell’ex segretario della Difesa. Ancora una volta, Trump si arrese alle pressioni. Sebbene il numero di truppe fosse parzialmente ridotto, la presenza delle truppe americane sul terreno in Siria è rimasta tale: senza una missione militare reale e in assenza di criteri che avrebbero mai segnato la fine della missione.

Dopo aver licenziato sia Mattis che Bolton, tuttavia, la pazienza di Trump apparentemente è terminata bruscamente dopo una telefonata del 6 ottobre con il presidente turco Recep Erdogan. Le truppe americane, ha affermato la Casa Bianca, "non sosterranno né saranno coinvolte nell'operazione e le forze degli Stati Uniti, avendo sconfitto il "Califfato dell'ISIS, non saranno più nelle immediate vicinanze".

Trump dunque sembrava aver deciso di ritirare definitivamente le truppe americane dalla Siria. A un certo punto però il Congresso ha approvato una risoluzione con il sostegno della stragrande maggioranza dei Repubblicani e Democratici che condanna la scelta del presidente statunitense. Quindi, secondo i rapporti, il senatore Lindsey Graham e il generale a 4 stelle in pensione Jack Keane hanno dato a Trump un nuovo motivo per mantenere le truppe al loro posto.

Mi piace il petrolio. Ci teniamo il petrolio” in Siria, ha detto il presidente, e gli Stati Uniti, quindi, "lascerebbero i soldati perché stiamo mantenendo il petrolio". Così, ancora una volta, Trump non ha potuto attuare una solida politica militare. 

Nel frattempo le truppe americane restano in Siria sotto il fuoco amico e degli scontri che continuano nel paese mediorientale. I soldati americani continuano a morire e a essere feriti mentre i leader politici e i militari della nazione cercano un motivo o un altro per evitare la ritirata. 

Proteggere i pozzi di petrolio

Si può dunque desumere che le truppe americane restano in Siria esclusivamente e senza alcuni giri di parole, per proteggere i giacimenti petroliferi siriani.

Come scrive il National Interest, tale missione non ha basi nel diritto internazionale. E il Congresso non ha autorizzato le truppe statunitensi a condurre operazioni in Siria (quindi non c'è nessuna base legale). Inoltre, anche se esistesse una base giuridica, si parla di così poco petrolio che non vi è alcun vantaggio strategico per gli Stati Uniti alla luce dei rischi sostanziali.

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Daesh, ISIS, Esercito USA, Siria, Donald Trump
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