03:57 16 Dicembre 2019
Giorgia Meloni

Meloni attacca Di Maio sul MES, se ha dignità lo dimostri e faccia cadere il governo

© Foto : Tatiana Santi
Politica
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Dal palco dell'EuropAuditorium di Bologna la leader di Fdi è intervenuta a valanga su MES, manovra, tasse e immigrazione.

Si è tenuta questo pomeriggio a Bologna la manifestazione di Fratelli d'Italia organizzata dal gruppo al Senato del partito nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni regionali dell'Emilia Romagna.

In una regione storicamente "non facilissima per la destra italiana", come ammesso dalla stessa leader del partito, Giorgia Meloni, FdI è tuttavia riuscito a riempire dell'EuropAuditorium, con circa 2000 persone che hanno affollato la sala conferenze.

Tra i primi temi affrontati, in un'intervista tenutasi ancor prima dell'inizio del suo intervento, c'è quello del fondo salva stati, che tanto sta facendo discutere all'interno della maggioranza di governo, con la Meloni che si è rivolta in primo luogo al leader politico del Movimento Cinquestelle Luigi Di Maio.

"Credo che sul Mes il governo dovrebbe cadere - ha esordito la Meloni, precisando poi - "Nel senso che se Di Maio ha un briciolo di dignità, questo è il momento in cui lo deve dimostrare. Basta proclami, Luigi Di Maio. I numeri in Parlamento ce li hai tu". 

Sulla manovra

La Meloni si è poi concentrata sulla questione della legge di bilancio, puntando il dito su quelle che FdI ritiene delle storture presenti in manovra e illustrando alcune delle proposte principali che il gruppo dei senatori di Fratelli d'Italia ha intenzione di presentare in sede di discussione.

La prima critica della senatrice romana è stata diretta verso le misure che il governo ha intenzione di attuare per la lotta all'evasione fiscale, e dunque le limitazioni sul contante e il POS obbligatorio nelle attività commerciali.

Non vengono risparmiate poi la sugar tax e la plastic tax, sulle quali, peraltro, la Meloni ironizza domandandosi perché queste due misure non abbiano una denominazione in lingua italiana.

Sia la tassa sullo zucchero che quella sulla plastica, secondo la leader del FdI, sarebbero uno dei modi adottati dal governo per "fare il gioco delle tre carte", occultando un sostanziale aumento del prezzo al dettaglio delle merci dietro motivazioni 'sensibili' per la popolazione, quali la salvaguardia della salute dei più piccoli e la lotta per la la protezione ambientale.

Proprio in tema di lotta all'evasione, la Meloni ha puntato il dito contro il 'nero' generato da tutte quelle imprese aperte da cittadini extracomunitari, come negozi di abbigliamento e minimarket, che ciclicamente vengono chiusi e poi riaperti per evitare ogni tipo di controllo fiscale e per i quali sarebbe necessario un giro di vite.

Sull'immigrazione

Non poteva poi mancare il capitolo legato all'immigrazione, in merito al quale la senatrice ha presentato alcune proposte senz'altro originali.

In primo luogo, l'invito a stimolare il rientro dei nostri connazionali emigrati e di oriundi italiani residenti all'estero.

"Se in Italia servono gli immigrati, si dia la priorità agli immigrati italiani", è stata la proposta della Meloni, riferendosi in particolar modo agli oriundi residenti in Venezuela.

Le altre due misure illustrate riguardano invece l'equiparazione della spesa giornaliera per ogni immigrato richiedente asilo a quella per un pensionato sociale e l'introduzione della possibilità di versare il cinque per mille al fondo per il rimpatrio dei clandestini.

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