17:56 07 Dicembre 2019
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Diplomazia attiva, confronto Italia - Russia sulla risoluzione della crisi in Siria

CC BY-SA 4.0 / Gianni o O / Headquarters of the Ministry of External - Rome - Italy (cropped photo)
Politica
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Il viceministro degli Esteri russo Sergey Vershinin ha avuto un colloquio sulla Siria con il coordinatore per le questioni della soluzione alla crisi siriana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, Paolo Dionisi.

“Ha avuto luogo uno scambio di vedute circa le questioni della soluzione politica in Siria, nel corso della quale sono stati registrati sviluppi significativi grazie all’avvio del lavoro del Comitato Costituzionale con il cruciale sostegno dei paesi del formato di Astana”, rende noto il comunicato del ministero degli Esteri russo.

Il comunicato osserva che nel corso delle consultazioni sono state considerate le questioni umanitarie relative al ritorno dei rifugiati e alla ricostruzione postbellica della Siria.

Il dicastero russo non ha rilasciato ulteriori dettagli sui contatti avuti con la diplomazia italiana.

Soluzione della crisi

Dopo lo scoppio della guerra in Siria nel 2011 alla soluzione della crisi hanno aderito in maniera attiva Russia, Iran e Turchia, che hanno assunto il ruolo delle garanti della tregua nel Paese. Durante questo periodo, in Siria sono stati sconfitti quasi tutti i terroristi ed è stato possibile avviare una soluzione politica, far tornare in patria i rifugiati e ripristinare le infrastrutture distrutte durante la guerra. È stato creato il Comitato Costituzionale, la cui parte fa anche l'opposizione siriana. La prima riunione del Comitato si è tenuta il 30 ottobre a Ginevra.

La situazione in Siria

La situazione nel Paese si è inasprita all’inizio dello scorso mese, quando la Turchia ha avviato l’operazione Fonte di Pace. L’obbiettivo di Ankara che ha dato il via all’operazione militare è stato la creazione di una zona di sicurezza in cui fosse possibile ricollocare i rifugiati siriani, liberando i territori di confine dalle milizie curde (Ypg e Pkk), considerate da Ankara come organizzazioni terroristiche. Washington a sua volta ha deciso di non far parte dell’operazione ed ha annunciato il ritiro delle proprie truppe.

Tuttavia, poco tempo dopo Donald Trump ha annunciato che alcune unità militari americane sarebbero rimaste per "proteggere il petrolio" dai militanti dello Stato Islamico, poiché la produzione di petrolio nel nord della Siria era la principale fonte dei loro guadagni.

Come ha riferito il presidente degli USA, "forse è giunto il momento per i curdi di trasferirsi in questa regione petrolifera", perché "hanno bisogno di soldi".

Tags:
Russia, Italia, Siria
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