18:32 07 Dicembre 2019
Manlio Di Stefano

Bolivia, il M5S non riconosce la "sedicente Presidente Anez"

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Politica
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Il Movimento Cinquestelle fa sapere che non riconoscerà la presidente ad interim della Bolivia Jeanine Anez e auspica una risoluzione pacifica e democratica della situazione nel paese.

Il Movimento Cinque Stelle si pronuncia sulla questione boliviana, e lo fa attraverso la piattaforma del Blog delle Stelle.

Nel testo, che porta la firma del Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri Manlio Di Stefano, i grillini mettono subito in chiaro di non poter "accettare l’escalation violenta e antidemocratica che sta vivendo la Bolivia negli ultimi giorni". 

Ripercorrendo gli anni di presidenza di Morales ed elogiando l'approvazione di una nuova costituzione basata "sull’armonia e l’equilibrio del rapporto tra l’ambiente e le attività umane", l'autore arriva fino agli ultimi giorni di vita politica in Bolivia, con le dimissioni del presidente e l'incarico conferito alla senatrice d'opposizione Jeanine Anez, sottolineando che l'interesse del Movimento Cinquestelle è di "salvaguardare la vita, il benessere e la stabilità dell’intero popolo boliviano da qualunque repressione interna e ingerenza estera".

"Per questo motivo", proseguono i pentastellati, "non riconosceremo formalmente la sedicente Presidente Anez né altre presidenze (più o meno provvisorie) finché i boliviani, con un percorso costituzionale condiviso e nuove elezioni presidenziali libere e regolari da tenersi in un clima di pace sociale e rispetto dei diritti, non sceglieranno il proprio Presidente in modo democratico e, magari, con un monitoraggio dei preposti organismi internazionali".

Il Movimento si dice pronto ad accogliere "con convinzione l’appello del Presidente Morales, che ha pregato la comunità internazionale di favorire un percorso di dialogo e non violenza tra le parti in lotta in questo osceno conflitto".

La situazione politica in Bolivia

Alla fine della scorsa settimana, Evo Morales si è dimesso dall'incarico di presidente della Bolivia, rifugiandosi in Messico.

La sua rielezione avvenuta al primo turno il 20 ottobre scorso aveva scatenato una forte ondata di proteste e di violenza, con l'opposizione guidata da Carlos Mesa che non aveva riconosciuto il risultato elettorale.

Lo scorso martedì, la senatrice d'opposizione Jeanine Áñez ha dichiarato che avrebbe preso le redini del paese, vedendosi conferire l'incarico di presidente ad interim un giorno dopo, con l'approvazione del Tribunale costituzionale della Bolivia, ma senza quello del Parlamento, per il mancato raggiungimento del quorum.

Con il paese travolto dalle sommosse, con una buona parte della popolazione scontenta per quello che viene definito da più parti un colpo di stato, oggi Evo Morales ha fatto sapere che tornerà in Bolivia se l'Assemblea Legislativa non ratificherà le sue dimissioni.

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