18:30 07 Dicembre 2019
Immigrati in Italia

"Ero straniero", alla Camera l'idea sanatoria-immigrati che porti 1 miliardo nelle casse dello Stato

© REUTERS / Antonio Parrinello
Politica
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Presentata martedì 12 novembre alla camera una proposta di legge, di iniziativa popolare, proveniente dalla campagna "Ero straniero": un provvedimento straordinario di emersione per i cittadini stranieri irregolari e costretti al lavoro nero, che avrebbe benefici sia economici che sociali. Lo Stato potrebbe guadagnare fino a 4 miliardi di euro.

La proposta di legge portata avanti dalla campagna Ero straniero è stata discussa oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati. Questa iniziativa, volta a recuperare le risorse provenienti dalla forza lavoro degli immigrati e ad aumentare la legalità dell'immigrazione italiana, potrebbe far guadagnare allo Stato, attraverso le entrate fiscali, quasi un miliardo di euro all'anno. A promuovere la proposta alla Camera erano presenti Paolo Pezzati (Oxfam), Filippo Miraglia (Arci), Giulia Gori (Federazione chiese evangeliche in Italia) e il deputato Riccardo Magi

"Ci rivolgiamo a Governo e Parlamento, impegnati in queste settimane con la manovra, con un semplice calcolo: con un provvedimento di emersione dal nero e regolarizzazione, entrerebbero almeno 1 miliardo di euro per lo Stato, ogni anno. Considerando l’emersione per 400.000 persone - quindi non tutti, ma una parte degli irregolari stimati oggi in Italia- e considerando che il reddito medio mensile di un lavoratore in Italia è di 20.000 euro lordi l’anno (media tra autonomo e dipendente secondo l’Istat), si avrebbe a regime una entrata di 2.232 euro all’anno a persona, che per 400mila persone fa 893 milioni di euro di gettito fiscale. A cui vanno aggiunte le entrate “una tantum” per i costi amministrativi ed eventuali contributi forfettari per l’emersione. 1 miliardo all’anno servirebbe a coprire, ad esempio, una parte dei costi di scuola e istruzione, settore che nella manovra per il 2020 non sembra godere di stanziamenti adeguati”, affermano i promotori durante la discussione alla Camera.

Oltre al miliardo proveniente dai contributi fiscali, altre tre miliardi di euro potrebbero essere incassati dalle casse dello Stato grazie alle tasse per i servizi previdenziali.

La proposta di legge

Dal 2017 a oggi la campagna ha depositato alla Camera 90.000 firme chiedendo un provvedimento straordinario di emersione per i cittadini stranieri irregolari e costretti al lavoro nero, che superi la legge Bossi-Fini. Nello scorso mese di aprile è stata avviata in Commissione Affari costituzionali alla Camera dei deputati la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare. 

La proposta di legge, dal nome Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari, è composta da 8 articoli che prevedono l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività di intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari, la reintroduzione del sistema dello sponsor, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati” e l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.

"Crediamo che non si possa procedere solo con un provvedimento straordinario di emersione, ma che si debba approvare la proposta di legge di iniziativa popolare in discussione alla Camera che prevede un meccanismo di regolarizzazione su base individuale, a fronte di un contratto di lavoro, con il rilascio di un permesso di soggiorno per comprovata integrazione. Siamo fiduciosi che il Parlamento non perderà questa occasione", continuano i promotori.

L'Italia: alto livello di immigrati irregolari e mancata integrazione

Secondo l'ultimo dossier Dossier statistico sull'immigrazione (Idos) i 530 mila stranieri irregolari presenti in Italia secondo una stima nel 2018, aumenteranno entro il 2020, arrivando a circa 670 mila, i quali non potendo essere rimpatriati aumenteranno le file del lavoro a nero. 

"Quello attuale è un sistema sbagliato che non permette di portare a compimento il percorso di integrazione intrapreso da tanti richiedenti asilo in Italia. La storia di Victor è emblematica: dopo essere stato formato e aver lavorato all’interno dell’azienda nell’ambito di un progetto di inclusione lavorativa, ora non può più farlo, avendo ottenuto una risposta negativa alla richiesta di asilo. Si ritrova senza documenti, costretto a vivere illegalmente in Italia pur avendo un’azienda che vuole assumerlo e può assicurargli un futuro", concludono i promotori.

 

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