17:25 07 Dicembre 2019
Evo Morales arrivato nel Messico

Morales ringrazia il Messico "per avergli salvato la vita" ma in Bolivia è rischio guerra civile

© REUTERS / Edgard Garrido
Politica
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Evo Morales che ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di presidente della Bolivia ha ringraziato le autorità messicane per la decisione di concedergli asilo politico: una scelta che secondo le sue dichiarazioni gli ha salvato la vita.

“Siamo molto grati. Il presidente del Messico Andres Manuel Lopez Obrador mi ha salvato la vita! Grazie, signor ministro, per avermi salvato la vita”, ha detto Morales al capo del ministero degli Interni messicano Marcelo Ebrard che lo ha incontrato all’aeroporto della capitale del Messico.

Morales ha dichiarato che prima delle sue dimissioni alle sue guardie era stato proposto denaro in cambio dell’ex presidente, senza però specificare chi fosse stato il mandante.

“Sabato il 9 novembre sono arrivato a Cochabamba, uno degli impiegati del servizio di sicurezza dell’esercito mi ha fatto vedere i messaggi in cui gli erano stati proposti 50.000 dollari in cambio della mia persona. Perciò dico che avete salvato le nostre vite”, ha detto.

Evo Morales ha anche osservato che non vuole chiudere con le attività politiche. “Finchè sono vivo, la lotta continuerà”, ha sottolineato l’ex presidente.

Via verso il Messico

Un aereo dell’aeronautica militare messicana Gulfstream 550 nella notte tra l’11 e il 12 novembre è decollato dalla Bolivia al Paraguay. L’aereo con Evo Morales a bordo è partito alla volta di Città del Messico dopo che le autorità messicane hanno ottenuto autorizzazione dai governi di Perù e Brasile di entrare nei loro spazi aerei.

Nel frattempo a La Paz gli indigeni scendono in piazza

I rappresentanti dei popoli indigeni boliviani, che sostengono Evo Morales, si sono diretti verso il centro della capitale del Paese con il coro “Ora sì, sarà guerra civile”.  La folla si è radunata in Plaza Murillo, vicino alla Assemblea Legislativa Plurinazionale della Bolivia. Alcuni dei manifestanti sono armati.

La polizia ha inviato uomini e mezzi nel centro della città e vicino all'aeroporto. E' stato utilizzato anche del gas lacrimogeno.

Uno dei leader dell’opposizione Luis Fernando Camacho ha invitato i suoi sostenitori in Plaza Murillo alle 15.30 (20.30 ore italiane).

​Ci sono anche soldati a El Alto, una città adiacente alla capitale boliviana, dove nelle ultime ore circa 30.000 persone sono scese in piazza per manifestare a sostegno di Evo Morales e contro la sua deposizione.

Polizia e militari nelle strade, barricate e filo spinato nelle case. Una cartolina di ciò che viene vissuto in diverse aree di La Paz in cui sono concentrate le classi medie e benestanti della capitale boliviana. Coloro che, dopo aver celebrato il colpo di stato contro Evo Morales, ora temono le reazioni popolari scoppiate a El Alto.

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