17:51 07 Dicembre 2019
Sede dell'UE a Bruxelles

Difesa, UE avvia 13 nuovi progetti nel quadro della PESCO

© AP Photo / Virginia Mayo
Politica
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L’Unione europea ha avviato 13 nuovi progetti difensivi nell’ambito della Cooperazione strutturata permanente (PESCO). Lo rende noto oggi un comunicato del Consiglio europeo.

Oggi i ministri della Difesa dei paesi dell’Unione europea hanno avuto una discussione sulla cooperazione militare. Dopo il vertice ministeriale a Bruxelles è stato emesso un comunicato che dichiara il raggiungumento dell’accordo su 13 nuovi progetti nel quadro della PESCO.

“Il Consiglio ha adottato un elenco aggiornato di 13 progetti da avviare nel quadro della PESCO. La decisione odierna porta a 47 il numero di progetti attualmente esistenti. Cinque dei nuovi progetti sono incentrati sulla formazione, ad esempio in materia di ciberdifesa e di difesa in termini di immersione, tattica, medica, nonché chimica, biologica, radiologica e nucleare (CBRND). Altri progetti si concentrano sul rafforzamento delle azioni collaborative dell'UE e sullo sviluppo di capacità marittime, aeree e spaziali”, dichiara il comunicato.

Così il numero totale dei progetti militari in attuazione dai paesi dell’UE nel quadro della PESCO è salito a 47. L’iniziativa PESCO è stata avviata a dicembre 2017 per lo sviluppo congiunto delle capacità difensive e l’elaborazione delle nuove tecnologie militari.

Il Consiglio aveva adottato formalmente la prima serie di 17 progetti il 6 marzo 2018 e la seconda serie di 17 progetti il 20 novembre 2018.

Alla PESCO partecipano 25 paesi europei, tra cui anche l’Italia.

Uno degli scopi principali di questo programma è l’attuazione del piano di modernizzazione dell’infrastruttura di trasporto dei paesi dell’UE, che deve soddisfare tutti i criteri tecnici per il trasferimento senza ostacoli di attrezzature militari pesanti in tutta Europa, in particolar modo lungo la direttrice da Ovest verso Est, dai porti dell’Oceano Atlantico ai confini con Russia, Ucraina e Bielorussia.

L’elenco di criteri in base ai quali l'UE deve eseguire la modernizzazione della propria infrastruttura di trasporti è stata elaborata dalla NATO. Tuttavia, i costi di questo lavoro vengono coperti da articoli dei bilanci nazionali e quindi non possono essere considerati come una parte del 2% del PIL per le spese militari che la NATO ha richiesto a tutti i paesi dell'alleanza transatlantica.

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Difesa, UE
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