03:22 08 Dicembre 2019

Lavrov attacca gli USA: "vogliono creare un semi-stato nella Siria"

© Sputnik . Alexander Wilf
Politica
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Washington sta cercando di dividere i territori sulla riva orientale del fiume Eufrate, facendo tutto il necessario per crearci un semi-stato, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov al Forum della Pace a Parigi.

“Gli Stati Uniti esortano i paesi del Golfo a fare degli investimenti immensi, così sarà possibile instaurare l’amministrazione locale formata da Forze Democratiche Siriane, curdi, unità delle milizie popolari ed altri, con l’obbiettivo esplicito di dividere questa parte della Siria e controllare i siti petroliferi che si trovano in questi territori”, ha affermato il ministro russo.

Lavrov ha anche riferito che gli USA vietano ai suoi alleati di investire nei progetti di ristabilimento della Siria, controllati da Damasco.

“Sosteniamo insieme al governo siriano la creazione delle condizioni per modernizzare le infrastrutture per il ritorno dei rifugiati e invitiamo tutti ad essa, per far sì che il Paese possa tornare alla normalità”, ha sottolineato il diplomatico russo.

Ieri il ministro degli Esteri russo ha definito “illegale” il tentativo di “derubare la Siria e prendere il controllo dei giacimenti petroliferi”.

La situazione in Siria

Il conflitto armato nella Siria prosegue da più di otto anni. La situazione nel Paese si è inasprita all’inizio dello scorso mese, quando la Turchia ha avviato l’operazione Fonte di Pace. L’obbiettivo di Ankara che ha dato il via all’operazione militare è stato la creazione di una zona di sicurezza in cui fosse possibile ricollocare i rifugiati siriani, liberando i territori di confine dalle milizie curde (Ypg e Pkk), considerate da Ankara come organizzazioni terroristiche. Washington a sua volta ha deciso di non far parte dell’operazione ed ha annunciato il ritiro delle proprie truppe.

Tuttavia, poco tempo dopo Donald Trump ha annunciato che alcune unità militari americane sarebbero rimaste per "proteggere il petrolio" dai militanti dello Stato Islamico, poiché la produzione di petrolio nel nord della Siria era la principale fonte dei loro guadagni.

Come ha riferito il presidente degli USA, "forse è giunto il momento per i curdi di trasferirsi in questa regione petrolifera", perché "hanno bisogno di soldi".

Accordo tra Mosca ed Ankara

Il 22 ottobre scorso il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno tenuto un colloquio a Sochi. Dopo l’incontro Putin ed Erdogan hanno firmato un accordo che prevede una collaborazione militare russo-turca per il pattugliamento della zona sicura. Mosca, da parte sua, ha promesso di garantire che le forze guidate dai curdi si sarebbero ritirate dal confine turco.

Tags:
Russia, USA, Siria
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