21:01 07 Dicembre 2019

Mosca spera che l'Iran non abbia armi nucleari

© Sputnik . Natalia Seliverstova
Politica
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Mosca spera che l'Iran non disponga di armi nucleari, per questo sono stati creati i necessari meccanismi di controllo e verifica, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov.

"L'Iran non ha armi nucleari e speriamo che non le avrà mai. Per questo la comunità internazionale ha creato una rete legale di sicurezza internazionale affidabile e i meccanismi di verifica necessari", ha dichiarato Ryabkov alla conferenza internazionale sulla non proliferazione a Mosca.

Conseguenze della rottura dell'accordo nucleare con l'Iran

La rottura dell'accordo con l'Iran sul suo programma nucleare andrà ad impattare, tra le altre cose, i mercati delle materie prime, Mosca spera che i rischi vengano valutati a Washington, ha sostenuto il viceministro degli Esteri.

"Né l'Iran, né gli Stati Uniti, né l'Europa, né il resto del mondo trarranno beneficio dal collasso di accordi globali. Un'ondata di tensione, col rischio di un conflitto aperto, avrà gravi conseguenze in tutto il mondo, influenzerà l'economia e colpirà le materie prime ed i mercati finanziari", ha detto Ryabkov.

"Vorrei ancora sperare che a Washington se ne rendano conto", ha sottolineato.

Un sogno i tentativi di privare l'Iran della possibilità di sviluppare un programma nucleare

Ha definito come "un sogno irrealizzabile" i tentativi di privare l'Iran della possibilità di sviluppare un programma nucleare pacifico.

"È chiaro che alcuni vorrebbero che Teheran non avesse alcun programma nucleare, ma si tratta di sogni irrealizzabili, che sono in totale contraddizione con il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari", ha detto Ryabkov alla Conferenza di non proliferazione di Mosca.

L'Iran spera di salvare diplomaticamente l'accordo nucleare

Teheran spera di salvare l'accordo nucleare con mezzi diplomatici, ha detto ai giornalisti il ​​ministro degli Esteri iraniano Abbas Arakchi.

"L'Iran ha iniziato a smarcarsi dai suoi obblighi in base all'articolo 36 di questo trattato e fa valere un suo diritto. L'obiettivo è quello di proteggere l'accordo, non di ucciderlo", ha detto a margine della Conferenza di Mosca sulla non proliferazione.

"Pertanto, diamo abbastanza tempo, due mesi prima di ogni fase successiva, in modo che il lavoro diplomatico continui. Questa è la nostra posizione, continuiamo il lavoro diplomatico."

L'accordo sul nucleare

L’Iran e altri sei mediatori internazionali (Russia, USA, Regno Unito, Cina, Francia, Germania) il 14 luglio 2015 hanno firmato un accordo di grande importanza storica per la risoluzione del problema del nucleare iraniano, che si presentava già da parecchi anni: il Piano d'azione congiunto globale (PACG), che prevedeva l’annullamento delle sanzioni all’Iran da parte del Servizio di Sicurezza ONU, USA e UE se l’Iran avesse eseguito le condizioni del patto. L’accordo prevedeva ispezioni dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica nelle relative strutture iraniane.

Il presidente USA Donald Trump a maggio 2018 ha annunciato che Washington sarebbe uscita dall'accordo sul nucleare iraniano, ripristinando successivamente le sanzioni contro Teheran. A sua volta l'Iran ha fatto sapere che avrebbe gradualmente rinunciato agli impegni dell'accordo.

 

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Sergey Ryabkov, Russia, Iran, Armi nucleari, Nucleare
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