22:58 11 Dicembre 2019

Ex Ilva, governo in allarme rosso: "Scudo penale una scusa, AncelorMittal rispetti i patti"

© Sputnik . Aleksey Vitvitsky
Politica
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In conferenza stampa, il premier Conte ha dichiarato che il disimpegno della società è dovuto a scelte strategiche e strutturali, non imputabili al contratto e alla controparte. "Non ci faremo prendere in giro" e chiama all'unità con l'opposizione per far fronte alla crisi.

AncelorMittal va via. E già durante il vertice di ieri con il governo, aveva comunicato il "trasferimento" alla gestione straordinaria dello stabilimento, e la "restituzione" di 10777 operai. Ma perché la società che solo un anno fa aveva vinto un appalto pubblico, con un piano industriale, occupazionale e ambientale di bonifica, aggiudicandosi la siderurgia italiana, decide adesso di andarsene? 

Va via sbattendo la porta, dopo aver incardinato al tribunale di Milano, un'azione giudiziaria che accerti la legittimità del recesso. La motivazione, spiegata nella nota con cui ha lunedì 4 novembre è stata comunicata la volontà di rescindere unilateralmente un contratto pubblico, è lo scudo penale. A questa ne sono state aggiunte altre: impossibilità parziale ad eseguire la prestazione, eccessiva onerosità, eccessive perdite giornaliere. 

Il governo non ci sta e dopo un consiglio dei ministri fiume si presenta davanti alla stampa per illustrare la riunione di ieri con i vertici aziendali. Riunione durata tre ore a cui hanno preso parte, oltre al Presidente de Consiglio Giuseppe Conte,  i ministri Gualtieri, Provenzano, Catalfo, Patuanelli, Sperenza e Bellanova, che il premier ha voluto con sé sia "in ragione delle loro competenze" sia per mostrare un governo "compatto, unito e coeso", spiega. 

"E' venuto fuori che non è questa la ragione del disimpegno dell'azienda e della conseguente richiesta di recesso" spiega il premier, che non usa giri di parole. 

"Visto che il discorso è stato chiaro e alla presenza di vari testimoni, lo dico in modo chiaro: lo scudo penale non è il tema. E qual è il tema? Il tema vero che ci viene rappresentato è che l'azienda franco-indiana ritiene che gli attuali livelli di produzione, che sono ridotti a 4 milioni di tonnellate, non riescano a sostenere e remunerare gli investimenti. Quindi è un tema puramente industriale. Ritiene quindi che non sia sostenibile economicamente questo impianto produttivo e quindi non possa assicurare l'attuale livello di occupazione".

Quindi si tratta di una vertenza industriale, non un problema con la controparte, addebitabile all'azienda e non alle condizioni contrattuali. Il governo viene messo davanti a una scelta: o accettare la riduzione della capacità industriale con una conseguente perdita di 5000 posti di lavoro, senza la garanzia della continuità produttiva (ovvero senza il piano di bonifica che ricadrebbe sulle spalle dello Stato), o la rescissione unilaterale del contratto. 

Il premier Conte non parla apertamente di ricatto, ma si limita a dichiarare quelle poste da AncelorMittal sono condizioni inaccettabili per il governo e dà alla società 48 ore per sedersi a un tavolo di negoziati e trovare una soluzione. 

"Non si tratta quindi di una crisi aziendale, tanto meno dovuta a un venir meno di un impegno contrattuale da parte del committente, cioè il governo, ma è una vertenza industriale che prospetta un disimpegno da impegni contrattuali specificatamente assunti a seguito di una gara - specifica il premier -  nessuna responsabilità sulla decisione dell'azienda può essere imputata al governo. Questo gioco non l'accettiamo, l'abbiamo respinto al mittente".

Il governo in allarme rosso

L'ex Ilva rappresenta la siderurgia italiana, è un nodo produttivo fondamentale per altri settori strategici, come la cantieristica navale, le costruzioni e l'industria automobilistica. Settori già in crisi. A Taranto si gioca non solo il futuro di 10000 famiglie, ma il futuro dell'Italia come paese industriale. 

Il governo lancia un "allarme rosso" e si dice disposto a qualsiasi cosa, anche ad "accompagnare l'azienda temporaneamente" dinnanzi a problemi congiunturali. Ma il ministro Patuanelli ha riferito la posizione che AncelorMittal ha espresso durante il tavolo con il governo: non si tratta di un problema di fase, ma strutturale. 

Dopo aver presentato un piano di rilancio per 6 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, da portare a 8 milioni nel 2023 con cui ha sbaragliato i competitors e si è aggiudicata l'appalto, riferisce il ministro, AncelorMittal si accorge della non sostenibilità economica di un tale livello produttivo e dopo un anno in cui ha accumula 780 milioni  di euro di perdite, 2 milioni al giorno, decido di ritirare gli investimenti o procedere con il dimezzamento del personale. 

"Il problema scaturisce da un piano industriale che non raggiunge i suoi obiettivi, per responsabilità non imputabili al governo, ma alle valutazioni dell'azienda. E vorrei aggiungere, anche, che in questo momento non è facile e semplice dire il piano industriale non è sostenuto economicamente, quando dopo una aggiudicazione sono stati mandati via altri competetiros, e quindi ci si è aggiudicati una gara sulla base di quelle condizioni industriali, di quell'impegno e promesse contrattuali".

Possibile che una società che partecipa a un concorso pubblico non abbia valutato con dei consulenti la sostenibilità degli investimenti, si chiede Conte? Possibile che un impianto che, in amministrazione straordinaria accumulava 400 milioni di euro di perdite annue, sotto gestione privata e con costi del personale inferiori, registri una perdita quasi del doppio? 

Patuanelli, rispondendo a un giornalista, azzarda che l'intera operazione della società sia stata finalizzata "all'acquisizione per ottenere solo quote di mercato".

AncelorMittal, apparentemente, non spiega a cosa siano dovute le perdite, si limita a porre sul tavolo il licenziamento di metà degli operai in vista di una riduzione della capacità produttiva. Un licenziamento "preventivo". 

"Apriremo dei tavoli di crisi - dichiara Conte - non accettiamo che si venga in italia, si dismetta dopo una gara pubblica un impegno contrattuale e si mandino poi a casa 5000 persone". 

Appello all'unità nazionale

Per il governo l'Ilva, con il rilancio di Taranto, la tutela dell'occupazione, dell'ambiente e del settore industriale, è una questione cruciale. Per questa ragione, spiega Conte, il governo si è mostrato compatto, coeso e determinato a non cedere. Gli obiettivi che si chiedono alla controparte sono la continuità produttiva, i livelli occupazionali definiti negli accordi e il piano ambientale. Ovvero il rispetto delle condizioni contrattuali. Oggi, ha annunciato il premier in conferenza stampa, ci sarà un incontro con i sindacati, in mobilitazione da ieri dopo l'annuncio di trasferimento in amministrazione straordinaria della AncelorMittal. 

Conte, non chiede solo il sostegno delle forze che compongono l'esecutivo e dei sindacati, ma invoca l'unità nazionale, chiedendo alle forze di opposizione di seguire compatti su questa strada. "Qui è l'intero paese che deve reggere l'urto di questa sfida. Confido che le forze di opposizione ci vengano incontro. Sarebbe deprecabile avere delle discussioni sterili su questo fronte". 

"Io chiedo che il paese marci compatto. - risponde Conte a un cronista - Questo paese non si lascia prendere in giro. Voglio misurare le parole, però questo è un paese serio, questo polo è un polo a livello europeo, chi viene qui ha avuto il tempo di entrare in una data room, di fare una due diligence, nessuno l'ha costretto a partecipare a una gara. Oggi noi chiediamo che ci sia rispetto del piano industriale, che ci sia rispetto del piano ambientale. Questo è il tema: alziamo tutti l'orizzonte e il nostro sguardo. Il rischio di impresa a chi spetta? esiste o no il rischio di impresa? vogliamo dire che il governo ha violato il contratto? chi non sta rispettando gli impegni contrattuali? Non è nostro intento far valere le nostre ragioni in una vertenza giudiziaria. A noi sta a cuore il rilancio industriale. Non ci lasciamo prendere in giro".

Tags:
Ministero dello Sviluppo Economico, Giuseppe Conte, Ilva, Italia
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