03:00 18 Novembre 2019

Vucic apre alla ripresa del dialogo col Kosovo e si dice pronto a compromessi

© AP Photo / Ronald Zak
Politica
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Le autorità serbe aspettano il proseguimento del dialogo con Pristina tra due-tre mesi. Inoltre, la Serbia è pronta a soluzioni di compromesso. Lo ha dichiarato il presidente serbo Aleksandar Vucic dopo un incontro con l’ inviato speciale per i Balcani occidentali americano Matthew Palmer.

In questi giorni l’inviato speciale per i Balcani occidentali statunitense Matthew Palmer si trova nella regione: tra i vari incontri, oggi in agenda c'era quello con il presidente serbo Aleksandar Vucic a Belgrado. I due politici hanno avuto una conversazione a porte chiuse, dopo della quale hanno rilasciato alcune dichiarazioni ai media. In particolare, Vucic ha parlato del dialogo con Kosovo.

“Sono sicuro che sulla questione del Kosovo e Metochia raggiungeremo presto, tra due o tre mesi, le condizioni per riavviare il dialogo. Vogliamo che il dialogo sia serio, responsabile, che porti ad una soluzione di compromesso”, ha affermato il presidente serbo dopo l'incontro.

"La Serbia è pronta ai compromessi ma non è pronta ad umiliazioni del proprio popolo in Kosovo e Metochia e in tutto lo stato", ha dichiarato Vucic.

"il piano della ue è fallito"

Secondo Dusan Prorokovic, esperto dell'Istituto serbo di politica ed economia internazionale, il piano dell'Unione europea sulla questione del Kosovo e Metochia è fallito, ed ora Mosca deve agire per portare la discussione sul problema all'Onu.

"Il piano del 2008, che l'Unione Europea ha sviluppato congiuntamente con gli Stati Uniti, è fallito. Secondo il piano, la Serbia avrebbe dovuto riconoscere l'indipendenza del Kosovo, in cambio avrebbe ottenuto una rapida adesione all'Unione Europea. Per la crisi interna nell'Ue e una serie di problemi regionali, la Serbia non sarebbe entrata in tempi rapidi nella comunità europea, pertanto, Bruxelles ora non ha alcuna contropartita per Belgrado per il riconoscimento del Kosovo", ha affermato il politologo in un intervista a Sputnik.

Secondo l'esperto, Mosca dovrebbe prendere l'iniziativa per nuovi negoziati. "La questione del Kosovo è regolata dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU del 1999. Tutti i problemi che esistono oggi sono legati alla violazione di questa risoluzione e il dialogo patrocinato dall'Europa l'ha ampiamente elusa. È nel nostro interesse tornare al diritto internazionale, qui il ruolo della Russia è fondamentale", ha sottolineato Prorokovic, aggiungendo che fino a quandoì la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è in vigore, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è l'unico posto in cui si può discutere di Kosovo".

Rapporti tra Serbia e Kosovo

Nel 1999 lo scontro tra le forze separatiste dell’Esercito di liberazione del Kosovo e l’esercito e la polizia serbi avevano portato ai bombardamenti della Jugoslavia (all’epoca Serbia e Montenegro) da parte delle forze NATO. Nel marzo 2004, gli albanesi del Kosovo hanno organizzato un pogrom, che ha portato ad una massiccia fuga dei serbi e alla distruzione di molti dei loro monumenti di valore storico e culturale.

Il 17 febbraio 2008 le istituzioni di Pristina hanno dichiarato con una decisione unilaterale la propria indipendenza dalla Serbia. L’autoproclamata Repubblica del Kosovo non è riconosciuta da Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna, Grecia e da una serie di altri Paesi. Tra i paesi che hanno riconosciuto il Kosovo come stato sovrano ci sono Usa, Gran Bretagna, Germania, Albania, Turchia ed anche l’Italia, che ha riconosciuto la repubblica autoproclamata il 21 febbraio del 2008.

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Alexander Vucic, Serbia, Kosovo
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