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14:08 13 Novembre 2019
Luigi Di Maio

Di Maio annuncia rientro soldati italiani in Turchia: "Ankara mina sicurezza di Italia ed Europa"

© AP Photo / Andrew Medichini
Politica
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L'operazione turca "Fonte di Pace" in Siria (93)
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Il ministro degli Esteri dispone il rientro dei militari italiani impegnati nel Sud della Turchia e lancia un avvertimento sul rischio costituito dalla Turchia per la sicurezza dell'Italia e dell'Europa.

Nella sua informativa sulla Siria in Senato il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha annunciato che l'Italia ritirerà gli effettivi impegnati nella Turchia meridionale nell'operazione NATO denominata Active Fence.

"Credo che conflitti sanguinosi come quello in Siria non possano essere risolti ricorrendo a un uso di forza ulteriore", ha detto di Maio, ribadendo che l'Italia ha "denunciato da subito che l'offensiva della Turchia rischia di compromettere gli sforzi compiuti nell'azione anti-Daesh e di pregiudicare i risultati ottenuti dalla coalizione in questi anni nell'eliminare la minaccia del califfato".

Il leader politico del M5S ha poi ringraziato le milizie curde, alle quali "va tutta la nostra riconoscenza. Abbiamo intensificato il dialogo con i nostri partner per richiamare la responsabilità di tutti i paesi coinvolti nella lotta al terrorismo". 

Di Maio ha poi precisato che il ritiro dei soldati dalla Turchia non coinciderà con un disimpegno dell'Italia, che "continuerà a dare assistenza umanitaria in tutta la Siria, riteniamo fondamentale mantenere il dialogo con il governo turco per favorire una descalation basandoci sul lavoro della diplomazia".

Sul conflitto in Siria

Non usa mezze parole Di Maio, che critica aspramente l'operazione "Fonte di Pace" lanciata da Ankara, definendola "un'aggressione ingiustificata che non ha nessun fondamento":

"Questa aggressione della Turchia sta destabilizzando l'area e mette a rischio la sicurezza non solo dell'Italia ma di tutta l'Europa, perché i foreign fighters che sono su quel territorio, che sono stati combattuti dal popolo curdo a cui va tutta la nostra riconoscenza e gratitudine, sono a rischio di tornare in libertà o in alcuni casi lo sono gia' perche' erano in alcune carceri gestite proprio dal popolo curdo". 

Il politico grillino ha poi espresso i propri dubbi circa la tregua siglata con l'accordo tra Russia e Turchia dopo l'incontro tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan avvenuto a Sochi nei giorni scorsi:

"Ogni sviluppo che ponga fine agli scontri armati è da accogliere, ma ci sono alcuni punti interrogativi che ci poniamo rispetto ai contenuti dell'intesa tra Ankara e Mosca. Serve una cessazione definitiva delle ostilità, al ritiro delle forze armate turche dalla Siria, al pieno rispetto del diritto".

Il ministro degli Esteri si è poi soffermato sulla questione dell'embargo sugli armamenti per il quale l'Italia "dal punto di vista formale" ha bisogno "che gli organi internazionali dichiarino che Turchia e Siria sono in conflitto, non stiamo temporeggiando. Dobbiamo trovare la strada migliore per far reggere il provvedimento, che è amministrativo e si presta a ricorsi".

Possibilità di dialogo con Assad

In conclusione, si registra un'apertura, seppur timida, nei confronti del governo della Repubblica Araba siriana e del presidente di Damasco Bashar al-Assad.

 "Sul tema se parlare o meno con Assad, io credo che questo tempi qui siano maturi per fare un piccolissimo passettino in avanti nell'ambito del Comitato costituzionale che rappresenta il nostro faro nella soluzione del problema della instabilita' della Siria".
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