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13:10 13 Novembre 2019
Il Papa Francesco tiene la messa di Pasqua alla Cattedrale di San Pietro in Vaticano.

Inchiesta Vaticano, il Segretario di Stato ammette: "operazione opaca, presto chiarezza"

© Sputnik . Giampiero Sposito
Politica
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A quasi un mese dall'inizio dell'inchiesta il cardinale Parolin interviene sullo scandalo che ha coinvolto la Santa Sede e che rischia di travolgere anche il governo.

E'operazione "opaca" quella che ha portato alla compravendita degli immobili di lusso a Londra, "che presto si chiarirà", ha dichiarato il segretario di Stato del Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin. "Adesso - continua Parolin - si sta lavorando per chiarire tutto".

E' proprio il segretariato ad essere stato travolto dall'inchiesta che rischia di trasformarsi in un altro Vaticanleaks, e che ha portato sinora alla sospensione di 5 funzionari del vaticano. Fra questi Monsignor Mauro Carlino, al vertice della Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, e Tommaso Di Ruzza, direttore dell'AIF. 

Una valanga che rischia di travolgere persino Palazzo Chigi, dopo che il FT ha pubblicato una inchiesta in cui verrebbe dimostrato un collegamento fra il premier Conte e uno dei fondi finanziari indagati per corruzione. 

L'inchiesta del FT

Secondo il quotidiano britannico il premier Conte sarebbe coinvolto nello scandalo corruzione che ha colpito il Vaticano, in quanto sarebbe collegato a un fondo di investimento legato alla Santa Sede finito sotto inchiesta. Un mese prima di ricevere l'incarico era stato chiamato come consulente legale per la Fiber 4.0 in merito alla scalata Retelit. Fiber 4.0 è una società controllata da Athena Global Opportunities, un fondo facente capo al finanziere Raffaele Mincione. Il fondo avrebbe infatti ricevuto 200 milioni di euro dal Segretariato Vaticano, investiti in immobili di lusso a Londra. E' quanto si afferma nell'articolo pubblicato dal Financial Times.

In un parere espresso il 14 maggio, Conte avrebbe indicato la clausola golden power, per permettere una corsia preferenziale al fondo italiano e bloccare la cessione della società ad azionisti stranieri.

Il consiglio dei ministri discusse la questione su Retelit esattamente un mese dopo, quando Conte era già insediato a Palazzo Chigi, e decise per l'applicazione del golden power su Retelit. Nonostante il decreto, la società controllata da Mincione non riuscì a scalare la società di telecomunicazioni. Ma il Financial Times ipotizza lo stesso un problema di conflitto di interessi.

 

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Scandalo, vaticano, Roma, Italia
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