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05:22 12 Novembre 2019
Il premier Conte durante il punto stampa del 19 ottobre a Perugia

Per i sondaggi la fiducia degli italiani nel Governo Conte è ai minimi storici

© Filippo Attili
Politica
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A due mesi dalla sua nascita, crolla la fiducia nel governo giallorosso. Solo il 30,6% appoggia pienamente il nuovo esecutivo, mentre il 57% non ha nessuna fiducia.

Le tensioni all'interno della maggioranza e il protagonismo di Renzi, hanno provocato lo scollamento delle forze dell'alleanza di governo dal suo elettorato. A quasi due mesi dalla nascita, mai il consenso dell'esecutivo era stato così basso e crolla persino il gradimento di Conte, leader sinora indiscusso del panorama politico e elemento chiave non solo della maggioranza ma anche del M5S. 

Questo è il quadro che emerge dagli ultimi sondaggi, a pochi giorni dal primo test elettorale per la coalizione di governo, che saranno le regionali in Umbria. Secondo le rilevazioni raccolte da Tecnè per l'agenzia Dire, tra il 17 e il 18 ottobre, crolla il consenso complessivo verso il Governo, che scende al 30,6%, mentre il 57% degli elettori non nutre nessuna speranza verso il nuovo esecutivo. 

A pesare su questo crollo è il consenso verso i singoli partiti, dove la Lega si posiziona al di sopra dei 30 punti, 31,6%, con un netto distacco dai suoi avversari, il PD (20,2%) e M5S (19,8). 

La Lega, secondo le rilevazioni di Ixè, possiede un bacino elettorale potenziale che, nei prossimi mesi, può portarla sino al 40% dei consensi. Mentre Renzi, nonostante la Leopolda e la visibilità mediatica, ha un bacino con un limite massimo del 10%. Mentre M5S e PD, impegnati in una gara di  sorpasso fra di loro e della soglia psicologica del 20% , non superano rispettivamente il 19,7% e 20,4%. Dei dati che sostanzialmente consolidano quanto rilevato da Tecnè. 

Le difficoltà del governo

Secondo Roberto Weber, responsabile dell'area sondaggi Ixè, intervistato da il Sussidiario, la crisi del consenso del governo, anche internamente al proprio elettorato, è dovuta alla mancata percezione di radicalità dell'azione dell'esecutivo. In particola l'assenza di misure forti di politica espansiva in legge di stabilità, come ad esempio un cuneo fiscale "leggero", la proroga dell'assegno di famiglia. 

"Non c’è, insomma, quello che gli italiani alla fine desiderano: un’impostazione più radicale, un segno di stacco chiaro rispetto a prima", ha specificato Weber, "Se poi aggiungiamo le schermaglie continue o le tante fughe in avanti e all’indietro di Renzi, che in Parlamento più che nel Paese gioca un ruolo pesante, tutto ciò rende la navigazione del Governo per nulla facile".

Neanche la lotta all'evasione fiscale è convince: "solo il 32% degli italiani crede che si recupereranno risorse attraverso il contrasto all’evasione fiscale. Vuol dire che neanche gli stessi elettorati dei due partiti al governo ci credono", osserva Weber. 

Il gradimento di Conte

Perde consenso Giuseppe Conte, finora in ascesa inarrestabile, che dal 52% scende al 44% di fiducia. Una figura chiave, che tiene legato sia il governo sia il M5S. 

"L’elettorato Cinquestelle è estremamente composito, ha uno spettro, fatte le dovute distinzioni e proporzioni, che si poteva ritrovare nella vecchia Dc. Se dovesse venire meno un riferimento forte come Conte, potrebbe andare incontro a guai anche seri, perché il M5s è a rischio fratture multiple: il suo elettorato può tornare ai suoi bacini di provenienza, di destra, di sinistra o di centro. Non hanno una vita facile e anche per Conte tenere questo aggregato multiforme non è semplice".
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Italia Viva, M5S, PD, Lega, governo, Sondaggi, Italia
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