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08:05 13 Novembre 2019
Mevlut Cavusoglu

"L'Italia ci aiuti con i terroristi" - ministro Esteri della Turchia Cavusoglu

© AP Photo / Andrew Harnik
Politica
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Il ministro degli Esteri di Ankara ha chiesto solidarietà al governo italiano nella lotta ai terroristi curdi, esprimendo il proprio disappunto per le posizioni espresse dal governo Conte negli ultimi giorni.

In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, il titolare degli Esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu ha espresso la contrarietà del governo turco rispetto all'appoggio che l'Italia ha fornito per l'introduzione di sanzioni contro la Turchia e ha chiesto al Belpaese di mostrare "solidarietà" nella lotta ai curdi, definiti da Cavusoglu terroristi.

"Certe dichiarazioni da parte italiana e l’annuncio di voler implementare l’embargo sulle armi sono inaccettabili. Siamo anche molto contrariati per l’impegno dell’Italia in prima linea in Europa a favore di sanzioni contro la Turchia. Ci aspettiamo piuttosto dal governo italiano solidarietà e aiuto contro il Pyd/Ypg, che è un’organizzazione terroristica".

Cavusoglu ha espresso tutto il proprio "disappunto", spiegando a suo modo di vedere l'Italia e la Turchia "dovrebbero agire come partner strategici, specie nel contesto della Siria e del Mediterraneo orientale".

Sull'operazione "Fonte di Pace"

Il ministro, rispondendo ad una domanda sulla durata dell'operazione "Fonte di Pace" in Siria, ha ribadito che essa "è portata avanti in base alle leggi internazionali, spiegando che le azioni belliche andranno avanti fino alla completa eliminazione della minaccia posta dalle milizie curde.

"Gli obiettivi sono chiari: eliminare la minaccia terroristica del Pyd/Ypg contro la sicurezza nazionale della Turchia, consolidare l’integrità e unità territoriale della Siria, liberare la popolazione locale dall’oppressione dei terroristi dell’Ypg, spianare la strada al ritorno volontario e sicuro dei profughi siriani che si trovano oggi in Turchia".

Sull'embargo militare da parte dei partner NATO

Il ministro è intervenuto anche sulla questione dello stop alle forniture militari alla Turchia siglato da diversi Paesi europei.

"Dalla comunità internazionale, in particolare dai nostri alleati Nato, ci aspettiamo anzitutto supporto nella lotta al terrorismo. La Turchia è stata per anni la garante principale della sicurezza europea. Ora anche i Paesi UE si assumano la responsabilità di contribuire alla stabilità e prosperità della regione".

Cavusoglu ha poi ricordato che la Turchia ha lavorato per anni a "una soluzione pacifica del conflitto e nel contrasto a Daesh (l'ISIS ndr)" e che "sanzioni o minacce di sanzioni non ci impediranno di esercitare il nostro diritto all’autodifesa".

Sui foreign fighters in fuga dalla Siria

A tenere banco è anche la questione dei foreign fighters dell'ISIS catturati dalle truppe turche o datisi alla fuga. 

"Per ora terremo in custodia gli elementi di Daesh e i loro familiari nelle aree liberate. Siamo poi pronti a lavorare con i Paesi d’origine e le organizzazioni internazionali per il reinserimento di mogli e figli non coinvolti nei crimini", ha spiegato Cavusoglu.

Sui militanti di nazionalità italiana, il politico turco ha poi precisato che "per loro e i loro familiari, come per tutti quelli di altre nazionalità, l’unica soluzione è il rimpatrio".

Sui rapporti con l'UE e con l'Italia

Cavusoglu si è poi augurato che l'Unione Europea, che "continua a essere una priorità strategica continui a mantenere "un atteggiamento costruttivo" nei confronti di Ankara.

La Turchia si aspetta poi che l'Italia e "il premier Conte faccia i passi necessari per impedire che i comportamenti dell’Italia danneggino la nostra cooperazione attuale e futura e i nostri legami come alleati".

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