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03:59 12 Novembre 2019
Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Orgoglio Italiano, il centrodestra riparte da piazza San Giovanni

© AFP 2019 / Tiziana Fabi
Politica
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Inizia da piazza San Giovanni il cammino comune del centrodestra verso il governo: libertà, taglio delle tasse, identità, sovranità, questi i valori da cui riparte la coalizione.

"Da qui arriverà l'avviso di sfratto al governo", lo garantisce Silvio Berlusconi davanti alle 200 mila persone raccolte in una piazza San Giovanni strapiena di gente, accorsa da tutto il Paese per assistere a quello che è il punto di partenza della nuova alleanza di centrodestra. La piazza di Orgoglio Italiano, la manifestazione promossa dalla Lega, a cui hanno aderito anche Fratelli d'Italia e Forza Italia.

Una piazza piena di bandiere italiane, dei singoli partiti, ma anche della Catalogna, dove in questo momento sono in atto le proteste degli indipendentisti contro il governo centrale di Madrid, del Venezuela e della Repubblica Araba Siriana. 

"Dove una volta c'erano le bandiere rosse adesso c'è il tricolore", dichiara Giorgia Meloni dal palco, riferendosi al fatto che piazza San Giovanni, la piazza simbolo della sinistra, è oggi il luogo da cui riparte l'alleanza del centro destra, per tornare al governo passando per la porta principale, cioè le elezioni, come dichiarerà successivamente Matteo Salvini nell'intervento conclusivo. 

Berlusconi: siamo il popolo delle libertà

In piazza San Giovanni Berlusconi annuncia la rinascita della coalizione di centrodestra, di nuovo unito sotto gli stessi valori e gli stessi obiettivi: "rimandare a casa il governo più a sinistra di sempre" che "il popolo non ha eletto".

"Noi, uniti, siamo la maggioranza vera e naturale degli italiani - ha dichiarato Berlusconi - Siamo qui in questa piazza perché abbiamo un grande dovere: quello di rispondere alla domanda di unità che proviene dal nostro popolo. Questa è la nostra piazza". 

Una piazza di "liberali, moderati, anticomunisti", continua l'ex premier, "che rappresenta i valori occidentali": il popolo delle libertà, la nazionale azzurra delle libertà che manderà a casa il governo delle 5 sinistre, ovvero dei quattro partiti di centrosinistra più la magistratura". Il governo che "alla mania, all'amore viscerale per le tasse, ora hanno aggiunto anche l'amore viscerale per le manette".

Giorgia Meloni: identità e patto anti-inciucio

Un popolo unito dalla propria identità italiana, cristiana e occidentale che "ha rinunciato alle sue priorità per dire al governo delle poltrone che la sovranità appartiene al popolo e il popolo ha intenzione di esercitarli". Così saluta la piazza la leader di Fratelli d'Italia che non risparmia battute a Beppe Grillo, dicendo che è passato dal "vaffa al PD al vaffa a chi fa le alleanze contro il PD", per rimarcare il trasformismo di un governo "con varie sfumature di rosso" che  di giallo ha "solo il mastice per attaccarsi alle poltrone". 

Una piazza che rappresenta la naturale maggioranza del centrodestra, continua la Meloni, contro un governo non eletto che resta asserragliato nei palazzi perché teme la volontà popolare, la sovranità. 

Un governo che "usa i bambini come scudi umani per dare la cittadinanza a tutti" dice, riferendosi alla Legge Boldrini, ovvero lo Ius Culturae. E ribadisce che la cittadinanza non è un diritto di tutti ma un premio che lo stato concede a chi rispetta l'identità, le regole e la cultura italiana. 

"Qui difenderemo Dio, Patria e Famiglia e, fatevene una ragione, ci batteremo contro l'islamizzazione d'Europa, perché noi non abbiamo intenzione di diventare un continente mussulmano". E non risparmia critiche al decreto rimpatri che prevede di "rimpatriare le badanti ucraine e tenerci i mafiosi nigeriani".

La difesa dell'immigrazione da parte del centrosinistra, continua, non è buonismo ma solo il bisogno di "eseguire la volontà" dei burattinai, ovvero "importare masse di disperati per avere manodopera a basso costo. Così i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più ricchi".

"Noi vogliamo un governo che dica chiaramente no all'immigrazione. In Italia si entra solo legalmente. Serve un governo di patrioti un governo senza sinistra" che se è il caso costruisca muri e imponga blocchi navali.

La coalizione di centrodestra deve partire dagli stessi valori: "Da qui, da questo palco chiedo a Matteo, a Silvio chiedo di impegnarci a dire mai con il PD mai con i 5 Stelle, perché sono due facce della stessa medaglia, della stessa sinistra". Contro il governo,  le banche, per il ritorno al maggioritario, l'abolizione dei senatori a vita e per il presidenzialismo, la Meloni chiede agli alleati la firma di un patto anti-inciucio. 

Matteo Salvini: le mani sporche di sangue del governo

Matteo Salvini, annunciato dalle note di Nessun Dorma, saluta "il popolo dal volto pulito contro le élite, chiuse nel palazzo alla Leopolda e a casa Rousseau" che si trova in piazza San Giovanni e promette: "noi al governo torneremo presto dalla porta principale, senza trucco e senza inganno", attraverso il voto. 

Duro l'affondo del leader del Carroccio contro gli avversari. In particolare si rivolge al Sindaco di Roma, Virginia Raggi e Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, che chiama il duo sciagura e a cui contrappone al "buon governo del centro destra.  Dove c'è un sindaco della lega clandestini non ne arrivano più". 

"Io penso che chi davvero applica gli insegnamenti del Vangelo e della Bibbia, sia colui che evita che questa gente si metta in mano agli scafisti. Meno partenze meno morti. Al governo abbiamo gente con le mani sporche si sangue", dice Salvini. 

Rivendica tutto i 14 mesi di alleanza con il M5S e il programma di governo: autonomia regionale, sovranità, taglio delle tasse. Esprime vicinanza alla causa curda. "Questa è una piazza che se fosse al governo non permetterebbe il genocidio del popolo curdo. Prima i cristiani, poi gli armeni poi i curdi. Quella in Siria non è una guerra in nome del popolo italiano" e aggiunge "Se l'Europa avesse dignità domani mattina cancellerebbe il processo per far entrare la Turchia in Europa", aggiungendo che invece si deve permettere l'ingresso nell'Unione a Russia e Israele. 

Contro l'evasione fiscale cita Einaudi e afferma che "l'unico modo per combattere l'evasione fiscale non è lo stato di polizia ma abbassare le tasse agli italiani. Noi questo lo faremo tornando al governo, quella di oggi è una piazza che guarda al futuro". 

"Noi oggi siamo una marea umana, dotata di testa, di cuore, di fede, di anima di cervello. - conclude Salvini - vi chiedo di portare avanti da domani nelle piazze italiane, la certezza che noi riprenderemo per mano questo splendido paese. Per il mio paese, se serve do anche la mia vita". 
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Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Roma, Italia
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