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14:02 13 Novembre 2019

Scontro sulla manovra, ultimatum del M5S al governo

© AP Photo / Gregorio Borgia
Politica
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Scontento per la manovra per il M5S che dal suo blog lancia un ultimatum al governo, su quota 100 e rincari. Renzi risponde: gli ultimatum li lanciano i populisti.

Renzi dal palco della Leopolda assicura: il governo non cadrà. “L’abbiamo fatto partire un mese fa - dice - se lo facciamo cadere dopo un mese ti ricoverano per schizofrenia". Ma la tensione è innegabilmente alta e continua lo scontro su quota 100 dentro la maggioranza. Italia Viva presenterà il Family Act, una proposta con cui spera di battere Quota 100 in parlamento. 

"Spiegheremo perché secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionati, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri”, spiega Renzi. 

Inutilmente il presidente Conte cerca di gettare acqua sul fuoco. Quota 100 è un pilastro della riforma, dice. Ma l'incendio della polemica si è già propagato. 

"Senza il nostro voto non si fa nulla", dicono i pentastellati riferendosi non solo alla riforma delle pensioni, ma alle tante misure volute dal PD, come quelle per incentivare l'uso del contante, i rincari su cedolare secca, che al moVimento non vanno proprio giù. 

Vogliono un'intesa tra le forze di governo, proprio per evitare che quota 100 venga superata dal parlamento. "Il MoVimento 5 Stelle ha fiducia in questo governo e massima fiducia nel presidente Giuseppe Conte. Lo ringraziamo per avere difeso, come avevamo chiesto, quota 100, ma siamo in una Repubblica parlamentare, dove è il Parlamento a decidere. Consegnate le opportune rassicurazioni all'Europa, adesso riteniamo opportuna la convocazione di un vertice di maggioranza per lavorare alle intese che ancora non ci sono". 

Come non va giù l'eliminazione del carcere per i grandi evasori. "In passato abbiamo sempre assistito ad uno Stato forte con i deboli e debole con i forti, ad uno Stato che preferiva accanirsi su commercianti, artigiani, parrucchieri, elettricisti, invece di andare a rompere le scatole ai colossi finanziari, alle multinazionali, ai GRANDI EVASORI che nascondono centinaia di migliaia di euro ogni anno nei paradisi fiscali". 

Per combattere l'evasione fiscale non si deve dare la caccia alle partite Iva, non si devono gravare i piccoli imprenditori, ma punire chi sottrae cifre consistenti all'erario pubblico. Questo è il principio del moVimento, spiegano. 

Renzi risponde che non è con gli ultimatum che si va avanti. "Se lanciamo delle idee non potete dirci che sono ultimatum: gli ultimatum li lanciano i populisti, se non si capisce la differenza vuol dire arrendersi al populismo", fa sapere dalla Leopolda. 

E anche il PD invita al dialogo. Ed è Dario Franceschini, uno dei principali fautori dell'alleanza giallorossa, che con un tweet ricorda gli ultimatum mettono a rischio la stabilità del governo. 

Le reazioni dell'opposizione

"Con la Legge di bilancio aumenteranno deficit e tasse, mentre la speding review scompare del tutto. Questa è l’impostazione della manovra che si evince dalla lettura del testo e che già sta facendo litigare le 4 anime della sinistra della maggioranza". Lo ricorda Renato Brunetta, Forza Italia. 

​Per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia che oggi manifesterà a Roma contro il governo, la manovra penalizzerà le partite Iva. 

​Mentre per l'ex dem Carlo Calenda, fondatore del partito Siamo Europei, si tratta di una manovra che dà soldi a pochi e non risolve i problemi strutturali del paese. 

 

Tags:
Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Italia Viva, M5S, Italia
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