17:15 22 Novembre 2019
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Mark Zuckerberg rifiuta a richieste di bandire Donald Trump sui social

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Politica
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La campagna presidenziale dell'ex vicepresidente Joe Biden si è scatenata giovedì contro Mark Zuckerberg nel corso di un discorso in cui il CEO di Facebook ha difeso la decisione della sua azienda di non rimuovere le pubblicità politiche contenenti quelle che si presume siano “fake news”.

Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha espresso la sua opinione in risposta alle richieste dei social media di sospendere le attività del presidente degli Stati Uniti Donald Trump su piattaforme di social media come Twitter, durante un'intervista esclusiva su Fox News.

Zuckerberg ha dichiarato:

"La mia convinzione è che non credo che in una democrazia vogliamo che società private censurino i politici nei media".

A Zuckerberg è stato domandato riguardo la richiesta del senatore Kamala Harris a Twitter all'inizio di questo mese di chiudere l'account di Donald Trump.

Il candidato alla presidenza democratica del 2020 aveva citato i tweet del presidente contro l'informatore che ha rivelato i dettagli della sua chiamata con il presidente ucraino e i suoi post che attaccavano i membri del Congresso.

Il CEO del social network Facebook ha sottolineato che la Silicon Valley non dovrebbe intraprendere tali azioni.

"In genere credo che, in linea di principio, le persone dovrebbero stabilire cosa è credibile e cosa vogliono credere, per chi vogliono votare. E non penso che dovrebbe esserci qualcosa che le aziende tecnologiche o qualsiasi tipo di azienda facciano", ha dichiarato l'imprenditore americano nell'intervista in onda venerdì.

In connessione con la recente decisione di Facebook di aggiornare le sue politiche in materia di annunci politici e sociali prima delle elezioni del 2020, Mark Zuckerberg ha risposto alle critiche sulla sua piattaforma da parte di un altro candidato presidenziale democratico.

La settimana scorsa l'account della campagna elettorale della senatrice Elizabeth Warren aveva twittato di aver creato una un "annuncio di Facebook con false affermazioni" e lo aveva inviato alla piattaforma del sito di social media, che successivamente lo aveva approvato.

​Il team di Warren ha affermato che Facebook ha "cambiato la propria politica pubblicitaria per consentire ai politici di pubblicare annunci con note menzogne trasformando esplicitamente la piattaforma in una macchina di disinformazione per profitto”.

Giovedì, la campagna presidenziale dell'ex vicepresidente Joe Biden ha preso di mira Mark Zuckerberg nel corso di un discorso in cui il CEO di Facebook aveva difeso la decisione della sua società di non rimuovere le pubblicità politiche contenenti presunte informazioni false.

"Facebook ha scelto di vendere i dati personali degli americani ai politici che cercano di bersagliarli con menzogne ​​e teorie del complotto smentite", ha letto una dichiarazione di Bill Russo, vicedirettore delle comunicazioni per la campagna Biden.

I commenti sono seguiti a un discorso trasmesso in diretta da Zuckerberg alla Georgetown University, in cui ha sostenuto che non è responsabilità di Facebook regolare i contenuti politici.

La campagna elettorale e l'Ucrainagate

Zuckerberg e Facebook hanno dovuto affrontare un serio contraccolpo dopo il discorso, soprattutto dopo che la campagna elettorale del presidente Trump ha pubblicato un annuncio da 1 milione di dollari che prendeva di mira Joe Biden in cui lo si accusava di abuso d’ufficio per fare pressione sui funzionari ucraini affinché interrompessero un'indagine per corruzione nei confronti di suo figlio Hunter Biden.

I democratici alla Casa Bianca hanno avviato una procedura d'impeachment contro il presidente Trump a settembre in seguito alle accuse secondo cui in una telefonata con il presidente ucraino Vladimir Zelenskiy, avrebbe fatto pressioni sul leader straniero per indagare sulle accuse di corruzione contro Joe Biden e suo figlio.

Trump ha respinto tutte le accuse mosse contro di lui definendole una "caccia alle streghe" politica.

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