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04:06 12 Novembre 2019
Il presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Giuseppe Conte

Manovra, taglio da 3 miliardi al cuneo fiscale e ok al fondo famiglia. Nodo "quota 100"

© Sputnik . Aleksei Vitvitskii
Politica
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Il vertice di governo della notte ha fatto emergere nuove indiscrezioni sulle misure presenti nella manovra che il Parlamento dovrà approvare entro il 31 dicembre.

E' stata una lunga notte per il governo giallorosso presieduto dal premier Giuseppe Conte, che fino alle 2  è stato impegnato in un vertice fiume che aveva come oggetto la manovra finanziaria.

Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri hanno intrattenuto dei lunghi colloqui con i capi delegazione della maggioranza Dario Franceschini, Roberto Speranza e Teresa Bellanova, mentre era assente il ministro degli Esteri Luigi di Maio, impegnato a Napoli per il decennale M5S, sostituito per l'occasione da Riccardo Fraccaro.

Nel menù proposto da Conte e Gualtieri salta subito all'occhio il sostanziale incremento di risorse destinate al taglio del cuneo fiscale, che varrà 3 miliardi nel 2020, con un aumento di 400 milioni rispetto alla proposta precedente, e coinvolgerà i lavoratori con reddito fino a 35mila euro.

Per il 2021, poi, i 5,3 miliardi previsti per l'abbassamento delle tasse potrebbero dividersi tra lavoratori ed imprese.

Taglio al superticket sanitario e fondo famiglia

Tra le altre misure trapelate ci sono i 600 milioni destinati all'abolizione immediata del superticket sanitario da 10 euro e l'avvio del "fondo famiglia" che ci sarà già a partire dal 2020.

Esso prevedrà un assegno unico del valore di 240 euro al mese per ogni figlio e andrà ad unirsi ai bonus già esistenti e alle misure su asili nido e congedo di paternità, allungato a 10 giorni come già annunciato nei giorni scorsi dal ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Su "Quota 100" è scontro M5S-Italia Viva

Se sulla maggior parte degli interventi le varie componenti del governo giallorosso sembrerebbero aver trovato una quadra, altrettanto non è possibile dire sulla questione delle pensioni, che si sta trasformando in un vero e proprio terreno di battaglia, specialmente per Italia Viva e M5S.

A tenere banco è soprattutto la questione "Quota 100", la misura sperimentale valida fino al 2021 che permette il pensionamento per qualunque cittadino che abbia compiuto i 62 anni di età e che abbia versato almeno 38 anni di contributi.

Per Italia Viva l'abolizione di "Quota 100" sarebbe la strada più percorribile per risolvere i problemi delle coperture della finanziaria, ha twittato il deputato renziano Luigi Marattin, il quale definisce la misura come la "la politica più ingiusta fatta in Italia negli ultimi 25 anni" perché "a pagare ai giovani alcuni privilegi per pochi", proponendo al suo posto un "Ape social strutturale".

​Una proposta rispedita immediatamente al mittente dal leader pentastellato Luigi Di Maio che da Napoli ha tuonato, spiegando che "Quota 100 non si tocca" e sottolineando che "il Movimento Cinque Stelle non farà mai quello che ha fatto Elsa fornero", con la creazione di "altri esodati".

Rincari in vista per automobilisti, fumatori e giocatori d'azzardo

Tra le fonti alle quali il governo tenterà di attingere per assicurare la piena copertura della manovra ci dovrebbero poi essere altri rincari per il diesel, il tabacco e il gioco d'azzardo.

In primo luogo si parla di una stangata sul diesel, che potrebbe colpire circa 17 milioni di automobilisti, con aumenti previsti fino a 5 centesimi al litro.

Probabili anche degli aumenti sulle sigarette, per le quali a crescere saranno le accise, e un rincaro sui nullaosta per la messa in esercizio di slot e macchinette.

L'iter della manovra

Oggi le misure della manovra saranno al vaglio del Cdm, che si dovrebbe tenere in serata a Palazzo Chigi, per una prima approvazione preventiva.

Domani, 15 ottobre, sarà poi il momento per il governo di andare a Bruxelles per cercare di convincere l'UE che le coperture per la manovra da 29 miliardi circa ci sono, compresi i 7 miliardi del decreto fiscale sui quali però c'è più di qualche dubbio.

Se poi in Europa dovessero dare l'ok, la finanziaria dovrebbe approdare dal 20 in Parlamento, data orientativa e non perentoria, per essere discussa fino e non oltre il 31 dicembre, ultimo giorno utile per la sua approvazione.
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