15:57 22 Novembre 2019
Presidente Usa Donald Trump

Trump minaccia la Turchia con sanzioni "infernali" per l'operazione in Siria

© REUTERS/ JONATHAN ERNST
Politica
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Il presidente Trump firmerà un ordine esecutivo che conferirà ai funzionari statunitensi nuovi poteri per colpire la Turchia e i suoi funzionari di governo con "sanzioni molto significative", ha annunciato il segretario del Tesoro Steven Mnuchin.

Il presidente statunitense Trump ha definito l'operazione turca nella zona nord della Siria contro le forze curde come una "cattiva idea", e affermando che, oltre a possibili sanzioni vorrebbe una soluzione "più severa" nei confronti di Ankara. Precedentemente, un gruppo di senatori ha detto di essere al lavoro su un gruppo di "profonde e devastanti" "sanzioni infernali" contro la Turchia.

Il segretario del Tesoro Steven Mnuchin ha annunciato che Trump firmerà un ordine esecutivo che permetterà ai funzionari statunitensi di sanzionare in modo "molto significativo" la Turchia. Parlando con i giornalisti venerdì, il funzionario Mnuchin ha chiarito che questi poteri "molto significativi" conferiti ai funzionari per sanzionare la Turchia sono stati autorizzati, ma non ancora attivati.

"Ho appena incontrato il presidente Trump, il quale ha autorizzato e firmerà un nuovo ordine esecutivo dando al dipartimento del Tesoro, in consultazione con se stesso e con il Segretario di Stato Mike Pompeo, nuovi e significativi poteri sanzionatori, che possono colpire qualsiasi persona associata al governo della Turchia, qualsiasi parte del governo. Saranno applicabili sia sanzioni primarie che secondarie", ha annunciato Mnuchin.

Mnuchin ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero essere in grado di "chiudere" l'economia della Turchia, se necessario, nel bel mezzo della campagna in corso di Ankara contro le forze curde siriane alleate dagli Stati Uniti nel nord della Siria.

"Il presidente è preoccupato riguardo l'offensiva militare in corso e per il possibile coinvolgimento di civili, di infrastrutture pubbliche, di minoranze etniche o religiose. Inoltre, il presidente vuole chiarire che la Turchia non permette nemmeno a un singolo combattente dell'ISIS [Daesh] di fuggire", ha sottolineato il segretario Mnuchin.

Giovedì, i legislatori della Camera dei rappresentanti hanno annunciato che avrebbero sostenuto il Senato per imporre sanzioni alla Turchia, con la Presidente della Conferenza Repubblicana della Camera Liz Cheney che ha detto "il presidente Erdogan e il suo regime devono affrontare gravi conseguenze" per l'attacco contro gli alleati curdi siriani di Washington.

Sempre giovedì, il presidente Trump ha dichiarato ai giornalisti che stava considerando di fare "qualcosa di molto, molto severo per quanto riguarda le sanzioni e altre cose" riguardo l'operazione della Turchia in Siria.

La risposta della Turchia

Il Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha poi risposto alla recente serie di dichiarazioni e tweet del presidente Trump sull'operazione turca in Siria, affermando che Washington non sarebbe stata in grado di cambiare la politica di Ankara. Venerdì il ministro degli Esteri ha incolpato gli Stati Uniti per la crisi in Siria, affermando che Ankara è stata costretta ad iniziare le sue operazioni in parte a causa della fornitura di armi statunitensi ai curdi.

La Turchia ha lanciato la sua nuova campagna in Siria, denominata "Operazione Primavera Della Pace", mercoledì, affermando che il suo obiettivo era quello di sgombrare la zona di confine dei militanti curdi e terroristi Daesh (ISIS) e la creazione di una zona di sicurezza. La Turchia si è ripetutamente scontrata con le forze curde siriane durante la lunga guerra in Siria e ha classificato le unità di protezione del popolo YPG come "terroristi", accusandole di avere legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan, una milizia curda turca e un gruppo politico che da decenni conduce una campagna di guerriglia contro lo Stato turco.

La reazione degli altri Paesi

Venerdì il presidente russo Vladimir Putin ha detto che Mosca e altri paesi dell'ex spazio sovietico erano preoccupati per la "vera minaccia" della fuga dei combattenti Daesh attualmente trattenuti nelle zone controllate dai curdi siriani. "Non sono sicuro che l'esercito turco possa prendere rapidamente il controllo", ha detto Putin, parlando a un summit del Commonwealth degli Stati Indipendenti ad Ashgabat, Turkmenistan. Putin ed Erdogan hanno tenuto colloqui telefonici mercoledì, dove il presidente russo, secondo quanto riferito, ha esortato Ankara a valutare la situazione per risolvere la crisi in Siria.

Giovedì, l'Iran, un altro co-garante del processo di pace siriano, ha chiesto alla Turchia di porre fine alla sua offensiva e di ritirarsi immediatamente dalla Siria.

Damasco ha ripetutamente invitato tutte le forze non invitate, che operano in Siria, a ritirarsi immediatamente, accusando la Turchia di "intenzioni aggressive" e di "vergognosa violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite che rispettano la sovranità e l'integrità territoriale della Siria."

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