00:19 16 Novembre 2019
Donald Trump

Trump minaccia di rovinare l'economia turca se supererà il limite in Siria

© REUTERS / Jonathan Ernst
Politica
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Un avvertimento senza troppi giri di parole è arrivato da Trump all'indirizzo della Turchia, alleato della Nato: se supererà il limite del consentito in Siria, gli Stati Uniti distruggeranno l'economia turca.

Inoltre ha chiesto ad Ankara di tenere sotto controllo i combattenti dell'Isis in assenza delle truppe americane.

"Se la Turchia fa qualcosa che io, nella mia grande saggezza senza eguali, considero oltre il limite, distruggerò e cancellerò totalmente l'economia della Turchia (l'ho già fatto prima!)", il tweet di minaccia di Trump con un tono che sembra intimidatorio all'indirizzo di un Paese che in realtà è alleato all'interno della Nato.

​Trump ha chiesto alla Turchia di unirsi "all'Europa ed altri" per "monitorare i combattenti dell'Isis ed i familiari catturati poche ore dopo aver annunciato che gli Stati Uniti avrebbero definitivamente lasciato la Siria settentrionale. L'annuncio di Trump ha scatenato l'ira dei falchi del Congresso e dei media, nonché l'irritazione di esperti di politica mediorientale che hanno sostenuto che il ritiro dalla Siria avrebbe lasciato ai curdi il destino di essere spazzati via dalla Turchia.

Il Pentagono "non approva un'operazione turca nella Siria settentrionale", si legge in un comunicato del Pentagono rilasciato oggi, aggiungendo che "le forze armate statunitensi non sosterranno o non saranno coinvolte in queste operazioni".

​Il Dipartimento della Difesa americano ha avvertito che "un'azione unilaterale crea rischi per la Turchia" e raccomanda ad Ankara di lavorare in cooperazione con i suoi alleati della NATO, affinché la regione non sia "destabilizzata".

La questione della "safe-zone" in Siria

Il presidente turco Erdogan ha più volte sottolineato la necessità di stabilire al più presto una "safe-zone" di circa 30-40 km a est del fiume Eufrate, che rimanga sotto il controllo turco e americano, con l'esclusione totale delle milizie curde.

Nelle scorse settimane il presidente ha dichiarato a più riprese che, da parte turca, i lavori stanno continuando nei modi e nei tempi concordati con Washington, e che Ankara ha già portato a termine i lavori di preparazione nella zona di sicurezza lungo il proprio confine.

Erdogan ha minacciato un'azione unilaterale in caso di mancato adempimento alla creazione del loro settore di safe-zone da parte degli Stati Uniti.

L’operazione militare turca

In precedenza Erdogan ha affermato che nei prossimi giorni potrebbe essere presa una decisione sull'operazione turca nella Siria settentrionale a est dell'Eufrate. Ha aggiunto che lo scopo dell'operazione sarà quello di liberare il confine siriano con la Turchia dalle forze di autodifesa dei curdi siriani (YPF), creare una zona di sicurezza e accogliere i rifugiati siriani in Turchia.

Sono ormai decine e decine i convogli militari di Ankara che si stanno ammassando al confine turco con la Siria per un'imminente operazione militare che si terrà nella zona ad Est del fiume Eufrate.

La resistenza curda

Il rappresentante della formazione arabo-curda sostenuta dagli Stati Uniti, le forze democratiche siriane (SDF) Mustafa Bali, ha minacciato la Turchia di una "guerra totale".

Ieri si sono tenute grandi manifestazioni della popolazione curda nella regione di Ras al-Ain (Sari Kani), nel nord-est della Siria al confine con la Turchia. I partecipanti si oppongono ai piani della Turchia d'inviare truppe nel nord della Siria per condurre un'operazione militare.

Secondo vari media, le milizie curde hanno iniziato a costruire fossati anticarro e fortificazioni difensive nell'area di Ras al-Ain.

Cremlino: no ad azioni che possono ostacolare risoluzione crisi siriana

Il Cremlino chiede di evitare azioni che potrebbero creare ostacolare la normalizzazione della crisi siriana, ha commentato oggi il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov.

Tema:
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Tags:
Politica Internazionale, Geopolitica, Donald Trump, Economia, crisi in Siria, Siria, Turchia
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