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08:19 13 Novembre 2019
Cremlino

Cremlino: no ad azioni che possono ostacolare risoluzione crisi siriana

© Sputnik . Vladimir Vyatkin
Politica
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L'operazione turca "Fonte di Pace" in Siria (93)
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Il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov è intervenuto per commentare le dichiarazioni del capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan riguardo i preparativi per far entrare le truppe in Siria settentrionale.

Il Cremlino chiede di evitare azioni che potrebbero creare ostacolare la normalizzazione della crisi siriana. Lo ha annunciato ai giornalisti il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov, commentando la dichiarazione del capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan riguardo i preparativi di Ankara per un'operazione militare nella Siria nord-orientale.

"In questo caso è molto importante evitare qualsiasi azione che possa creare ostacoli alla risoluzione della crisi siriana. Sappiamo che si stanno aprendo alcune prospettive, comprendiamo che la strada da percorrere è molto lunga e difficile. Ma al momento è completata la formazione della commissione costituzionale siriana, in presenza di tempistiche e date già determinate, è molto importante astenersi da qualsiasi passo che possa compromettere la normalizzazione siriana", la dichiarazione di Peskov.

La questione della "safe-zone" in Siria

Il presidente turco Erdogan ha più volte sottolineato la necessità di stabilire al più presto una "safe-zone" di circa 30-40 km a est del fiume Eufrate, che rimanga sotto il controllo turco e americano, con l'esclusione totale delle milizie curde.

Nelle scorse settimane il presidente ha dichiarato a più riprese che, da parte turca, i lavori stanno continuando nei modi e nei tempi concordati con Washington, e che Ankara ha già portato a termine i lavori di preparazione nella zona di sicurezza lungo il proprio confine.

Erdogan ha minacciato un'azione unilaterale in caso di mancato adempimento alla creazione del loro settore di safe-zone da parte degli Stati Uniti.

L’operazione militare turca

In precedenza Erdogan ha affermato che nei prossimi giorni potrebbe essere presa una decisione sull'operazione turca nella Siria settentrionale a est dell'Eufrate. Ha aggiunto che lo scopo dell'operazione sarà quello di liberare il confine siriano con la Turchia dalle forze di autodifesa dei curdi siriani (YPF), creare una zona di sicurezza e accogliere i rifugiati siriani in Turchia.

Sono ormai decine e decine i convogli militari di Ankara che si stanno ammassando al confine turco con la Siria per un'imminente operazione militare che si terrà nella zona ad Est del fiume Eufrate.

​Sul posto sono stati inviati veicoli corazzati, carri armati e un gran numero di elicotteri, che stanno già sorvolando la zona per garantire la necessaria copertura aerea.

La resistenza curda

Il rappresentante della formazione arabo-curda sostenuta dagli Stati Uniti, le forze democratiche siriane (SDF) Mustafa Bali, ha minacciato la Turchia di una "guerra totale".

Ieri si sono tenute grandi manifestazioni della popolazione curda nella regione di Ras al-Ain (Sari Kani), nel nord-est della Siria al confine con la Turchia. I partecipanti si oppongono ai piani della Turchia d'inviare truppe nel nord della Siria per condurre un'operazione militare.

Secondo vari media, le milizie curde hanno iniziato a costruire fossati anticarro e fortificazioni difensive nell'area di Ras al-Ain.

Tema:
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Tags:
Geopolitica, Curdi, crisi in Siria, Cremlino, Russia, Turchia
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