05:26 16 Dicembre 2019
Una nave da perforazione Yavuz

Ue considera l’introduzione di sanzioni contro la Turchia

© AP Photo / Lefteris Pitarakis
Politica
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La questione delle eventuali sanzioni nei confronti di Ankara è inclusa nell'ordine del giorno della riunione del Consiglio dell'Ue del 14 ottobre a Lussemburgo. Il motivo di tali misure sono le attività di trivellazione svolte dalla Turchia nella zona economica esclusiva (Zee) di Cipro.

L'Unione europea sta discutendo sull'eventualità di imporre sanzioni alla Turchia a causa delle attività di trivellazione nella zona economica esclusiva di Cipro da parte di Ankara. La questione è inclusa nell'ordine del giorno della riunione del Consiglio dell'Ue del 14 ottobre, lo afferma in una nota il servizio stampa dell'Ue. Il comunicato è avvenuto in seguito a una conversazione telefonica svoltasi venerdì tra il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e il ministro degli esteri di Cipro Nikos Christodoulides.

“L'alto rappresentante e il ministro hanno discusso oggi sulla possibilità di adottare misure mirate, alla luce delle attività di trivellazione in corso compiutesi da parte della Turchia. L'alto rappresentante ha anche deciso che la questione sarà inclusa nell'agenda della prossima riunione del Consiglio degli affari esteri, che si terrà il 14 ottobre a Lussemburgo”, si legge nel comunicato della portavoce della Commissione europea Mina Andreeva.

Il documento sottolinea che “le azioni della Turchia si verificano in un momento in cui gli sforzi per riprendere i negoziati sull'insediamento di Cipro sotto l'egida delle Nazioni Unite si intensificano”.

“La Turchia dovrebbe astenersi da tali azioni e rispettare i diritti sovrani della Repubblica di Cipro in conformità al diritto internazionale all'interno della sua zona economica esclusiva”, afferma la nota.

“Inoltre, la Turchia dovrebbe accettare l'invito del governo di Cipro a considerare la questione di delimitazione delle zone economiche esclusive e della piattaforma continentale mediante dialogo e negoziati in buona fede e nel pieno rispetto del diritto internazionale e conformemente al principio delle relazioni di buon vicinato”.

Le azioni della Turchia e le accuse di Cipro

Le autorità della Repubblica di Cipro hanno accusato la Turchia di aver violato i confini del suo territorio dopo che Ankara aveva inviato una nave da perforazione nella Zee dello Stato insulare.

La Cancelleria di Nicosia ha sottolineato che le autorità di Ankara continuano a ignorare le richieste dell'Unione europea e della comunità internazionale di fermare le attività illegali e rispettare i diritti sovrani della Repubblica di Cipro per l'esplorazione e lo sfruttamento delle risorse naturali nella propria zona marina. Pertanto, la Turchia, secondo le autorità cipriote, ha scelto la strada della deviazione irreversibile dalla legittimità internazionale e ha messo a rischio "sicurezza e stabilità nel Mediterraneo orientale".

Più tardi, come riportato dall’agenzia Reuters, la nave trivella Yavuz inizierà nuovamente le perforazioni esplorative nel Mediterraneo orientale il 7 ottobre.

Grandi depositi di gas naturale sono stati trovati al largo e nella Zee di Cipro. Nel 2011 la società americana Noble Energy ha scoperto il giacimento Afrodite, le cui riserve sono stimate in circa 140 miliardi di metri cubi. La Turchia, che non riconosce la Repubblica di Cipro, contesta i confini della Zee dell'isola e dichiara che non consentirà le perforazioni esplorative lungo le coste dell'isola senza il consenso della comunità turco-cipriota.

 

Tags:
Federica Mogherini, Cipro, Turchia
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