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06:03 24 Ottobre 2019
Palazzo Chigi

Whirlpool: nuovo sciopero dei lavoratori, la protesta approda a Palazzo Chigi

CC BY 2.0 / Simone Ramella
Politica
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La protesta Whirlpool arriva a Palazzo Chigi: alla fine della manifestazione di oggi, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha annunciato la decisione del premier Giuseppe Conte di convocare un incontro per mercoledì prossimo, 9 ottobre, per richiedere il ritiro della cessione dell'azienda a Prs.

Gli operai dell'azienda Whirlpool hanno incrociato le braccia per il secondo sciopero di otto ore nell'arco di due settimane, sfilando tra le strade di Roma per la manifestazione nazionale indetta da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. La protesta, affollata e variopinta ma ordinata e senza disordini, si è svolta in Piazza della Repubblica, sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) dove si è tenuto l'incontro con il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli

"Siamo disposti a tutto per far rispettare a Whirlpool l'accordo che ha firmato un anno fa, con il quale si impegnava a investire in Italia 250 milioni di euro fino al 2021" ha dichiarato il segretario generale Uilm Rocco Palombella durante la manifestazione.

Patuanelli, durante l'incontro, ha dichiarato la sua intenzione di riaprire i tavoli di trattativa: "Mi siederò al tavolo con Whirlpool se l’azienda sospende la procedura di cessione. Deve bloccare l'iter per poter ricominciare a ragionare", afferma il ministro rassicurando i sindacati e dichiarando la decisione dello stesso Giuseppe Conte di convocare un incontro per il 9 ottobre prossimo a Palazzo Chigi.

Questa manifestazione risulta quindi essere un passo avanti per i lavoratori dello stabilimento Whirlpool e per i sindacati, i quali però esprimono i propri dubbi nei confronti del comportamento dell'azienda americana in Italia:

"Un anno fa (25 ottobre 2018, ndr) Whirpool, mentre con una mano firmava l'accordo al Mise per proseguire l'attività industriale in Italia, con l'altra trovava un'intesa con una start up svizzera senza requisiti né economici né industriali per la vendita dello stabilimento di Napoli. Una situazione vergognosa e irrispettosa nei confronti sia dei lavoratori che delle organizzazioni sindacali e del governo italiano", afferma il segretario Palombella, "Dove sta la credibilità della multinazionale americana?  Dove sta il rispetto dei 420 lavoratori napoletani che l'azienda vuole buttare in mezzo alla strada?". 

​Nonostante questo, come scritto sullo striscione simbolo della manifestazione "Napoli non molla", e il fronte di operai e sindacati è compatto: "Bisogna fermare questo conto alla rovescia: il 12 ottobre scadrà la fase di consultazione sindacale e l'azienda, con o senza accordo, avrà mano libera", avverte il segretario della Fim, Marco Bentivogli, "ma il governo deve far rispettare gli impegni dell'azienda".

​Quella del 4 ottobre è stata la seconda manifestazione dei lavoratori della Whirlpool, a conclusione di due settimane di proteste contro la cessione dello stabilimento napoletano all'azienda svizzera Prs. Al corteo hanno preso parte duemila lavoratori, da tutti gli otto stabilimenti italiani. A sfilare anche una lavatrice, portata a spalla da quattro operai, con una croce di legno, ceri e fiori, in un funerale che i lavoratori non sono disposti a celebrare.

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