22:47 11 Dicembre 2019
Sea Watch 3

Carola Rackete all'Europarlamento: "Nessun governo voleva i 53 migranti, neanche avessero la peste"

© AP Photo / Salvatore Cavalli
Politica
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Applausi per la capitana tedesca Carola Rackete che, durante la sua audizione davanti alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe), punta il dito contro l'Ue dopo l'esperienza con la Sea Watch: "È stata una vergogna".

Oggi, nella Giornata internazionale dei migranti, in cui a Lampedusa si commemora la strage del 2013 in cui morirono annegate 368 persone, la capitana tedesca della Sea Watch 3 Carola Rackete torna a far sentire la sua voce all'Europarlamento.

L'attacco è diretto ai governi europei. Durante la sua audizione Carola si scaglia contro l'Europa senza troppi giri di parole: "Dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto? L'unica risposta che ho avuto allora è stata da Tripoli, dove non potevo andare. In Europa, la culla dei diritti, nessun governo voleva 53 migranti. È stata una vergogna. Le istituzioni mi hanno attaccata. Sono stata lasciata sola. I governi hanno eretto muri, come se sulla nave ci fosse la peste", ha dichiarato Rackete.

Lampedusa: la vergogna dell'Europa

L'attacco si concentra poi sull'Italia e sull'esperienza di Lampedusa, considerata da Rackete come la più traumatica: "Nella mia esperienza con Sea Watch abbiamo vissuto delle situazioni alienanti, abbiamo dovuto legare i corpi affinché non affondassero intorno a noi. Ho visto persone lasciate sole in mare o riportate nella Libia da cui erano appena fuggite. Ma nessuna esperienza è stata pesante come Sea Watch 3 con a bordo i migranti per giorni che nessuno voleva".

"Non so come l'Italia abbia approvato una legge che non rispetta il diritto internazionale e del mare. Non è una distorsione della giustizia punire civili che salvano vite in mare a difesa dello stato di diritto e proteggere una pratica di Stato fuorilegge?" afferma Carola Rackete.

La volontaria ha anche criticato il fatto che l’Europa continua a affidare i salvataggi alla Libia: "l’Unione Europea ricorre sempre più all’esternalizzazione dei salvataggi con deleghe a Paesi in guerra come la Libia, violando le leggi internazionali", richiedendo quindi un'interruzione delle cooperazioni con il Paese libico. 

Salvare vite umane è un'esigenza: "Necessario aprire canali legali" 

La capitana tedesca, che forzò il blocco a Lampedusa nel giugno scorso per far sbarcare 53 migranti, ribadisce che la sua decisione di attraccare in Italia dopo 17 giorni di mare non è stata una provocazione "ho dovuto entrare nel porto di Lampedusa non come atto di provocazione, ma per necessità" poiché "ritenevo che non fosse più sicuro restare in mare e temevo per quanto poteva accadere" e conclude l'audizione affermando che "La riforma del regolamento di Dublino è attesa da tempo ma la soluzione è creare canali legali verso l‘Europa. Il nostro caso sottolinea la necessità di affrontare la situazione dei salvataggi in mare a livello europeo, senza negoziati ad hoc. Anche il meccanismo dei ricollocamenti temporanei focalizzato sui rimpatri anziché sull’accoglienza non è realistico".

La reazione di Salvini e del centrodestra

"Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa, per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa. Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles", afferma il leader della Lega Matteo Salvini "l'omaggio alla capitana della Sea Watch 3 è un'offesa all'Italia". Da Fratelli d'Italia arriva invece un tweet di Giorgia Meloni, dove critica la standing ovation europarlamentare. 

​Carola Rackete, fermata dalle autorità italiane ai sensi del decreto sicurezza bis, dopo l’ingresso a Lampedusa della Sea Watch 3 e l’urto con una imbarcazione della Guardia di Finanza, resta tutt'oggi indagata anche se le accuse a suo carico appaiono fortemente indebolite dalle prime valutazioni della magistratura.

Tags:
Giorgia Meloni, Matteo Salvini, immigrazione, emergenza immigrazione, Parlamento Europeo
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