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07:07 24 Ottobre 2019
Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Ius Culturae in aula il 3 ottobre. Salvini e Meloni contro "la cittadinanza facile agli immigrati"

© AP Photo / Gregorio Borgia
Politica
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Monta la polemica attorno allo Ius Culturae, lo statuto giuridico che permetterebbe agli immigrati che abbiano completato un ciclo di studi di ricevere automaticamente la cittadinanza italiana.

Il 3 ottobre alla Camera ripartirà il dibattito sullo Ius Culturae, lo statuto giuridico che, se approvato, garantirà la cittadinanza agli immigrati giunti nel nostro Paese prima dei 12 anni e che abbiano completato almeno un ciclo di studi.

Altra conditio sine qua non per diventare cittadino italiano sarà poi quella che uno dei due genitori dovrà aver dichiarato la propria residenza in Italia.

Nelle scorse ore, il nuovo governo giallorosso ha annunciato di aver trovato una quadra sul decreto da portare in aula, come ha spiegato il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S):

"Serve una discussione che metta all’angolo propaganda e falsi miti, guardi in faccia la realtà e dia un segnale positivo a chi si vuole integrare", ha spiegato, raccogliendo immediatamente i consensi del PD e della CEI.

"Giusto portare finalmente all’approvazione lo ius culturae", ha dichiarato il capogruppo PD al Senato, Andrea Marcucci, al quale ha fatto immediatamente eco l'ex segretario dei democratici Maurizio Martina, che ha messo in evidenza la necessità di avere "tempi certi per portare a casa il risultato".

Anche il cardinal Gualtiero Basssetti, presidente CEI, si è mostrato favorevole verso l'approvazione dello Ius Culturae:

"Lo ius culturae è da promuovere perché l’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto. Accogliere è un dovere fondamentale ma se poi non si integra, non si forma, e non si porta una persona anche alla cittadinanza, resta un guscio vuoto. Non basta essere nati in un suolo. La cittadinanza va costruita, è frutto di integrazione, di un accompagnamento".

Salvini e Meloni: no alla cittadinanza facile agli immigrati

La decisione di presentare una nuova modifica costituzionale sullo statuto che regola il conferimento della cittadinanza italiana ha però fatto nuovamente montare la polemica tra le opposizioni, con Lega e Fratelli d'Italia che hanno ribadito il proprio no.

Matteo Salvini, dalla sua pagina Twitter, promette battaglia contro la "nuova priorità dell'ammucchiata PD-5 Stelle", ribadendo che il suo partito "si batterà contro lo Ius Soli comunque lo chiamino, contro la cittadinanza facile, senza se e senza ma".

​Sulla medesima linea d'onda anche Giorgia Meloni, che si scaglia contro la misura del nuovo esecutivo, ribadendo che per Fratelli d'Italia "la cittadinanza italiana va meritata e concessa solo a chi ama e rispetta nostra cultura e identità".

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