01:03 16 Novembre 2019
Laura Boldrini

Boldrini: "Entro nel Pd. Non è più tempo di troppi distinguo contro questa destra"

© flickr.com/ Saeima
Politica
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L'ex-presidente della Camera spiega che i piccoli partiti non possono incidere contro la destra "che è la peggiore di sempre". Alle Europee: "Votai Pd".

Laura Boldrini lascia Liberi e Uguali ed entra nel Pd: lo ha annunciato oggi in un'intervista al quotidiano La Repubblica in cui spiega che era una scelta che stava maturando da tempo. “Questa destra è la peggiore di sempre – ha detto l'ex-presidente della Camera – per batterla i piccoli partiti non bastano”.

La Boldrini ha scelto il Pd di Zingaretti perché “è un partito che vuole aprire un dialogo con tutti quei mondi che ieri e oggi non si sentono più rappresentati e vuole anche recuperare la fiducia dei giovani che non vanno più a votare”. Non è più tempo di troppi distinguo, dice:

“A forza di farlo rischiamo soltanto di estinguerci mentre la destra va sfidata e contrastata con l'azione di un grande soggetto politico capace di incidere sulla società e che si batta contro ogni forma di disuguaglianza, sociale, territoriale e di genere”.

Poi svela: “Avevo già votato Pd alle Europee”. E confessa:

“Ho atteso che fossero nominati ministri e sottosegretari perché non volevo assolutamente che il mio passaggio al Pd potesse far pensare che miravo a qualche incarico”.

Sull'alleanza di governo tra il suo nuovo partito e i Cinquestelle che in passato l'avevano attaccata e insultata:

“Non ho risentimenti e dico sì all'intesa con i Cinquestelle. Non dimentico però i post di Grillo contro di me. Con i suoi attacchi inaugurò una stagione violenta”.

Non si contano infatti le volte in cui il fondatore dei Cinquestelle l'ha attaccata sul suo blog: delle dieci pagine di post in cui appare il nome “Boldrini” basti ricordare le accuse di estorsione (per quanto riguarda il regolamento parlamentare) o quando venne definita “reginetta della casta” oppure quando in un video postato sulla sua pagina Facebook lo intitolò: “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?", ironizzando sull'allora presidente della Camera.

La carriera di Laura Boldrini, nata a Macerata, era iniziata lavorando nelle Nazioni Unite dapprima presso il Programma alimentare mondiale della Fao poi nell'Unhcr, l'Alto commissariato per i rifugiati di cui diventa portavoce per il Sud Europa. Dopo una lunga attività ad occuparsi di immigrazione durata 15 anni, nel 2013 si candida alle elezioni politiche con Sinistra, Ecologia e Libertà e ottiene il seggio alla Camera dove nella stessa legislatura viene eletta presidente, incarico che termina nel 2018.

Poco dopo fonda il partito Futura. Alle elezioni politiche viene rieletta deputata nelle fila di Sel che lascerà per passare al Pd, come annunciato. La reazione sui social alla sua decisione ha diviso, come spesso accade nel suo caso, favorevoli e contrari: apprezzamento da parte dei suoi followers ma anche da esponenti di altri partiti, come Francesco Bonifazi del neonato partito renziano, “Italia viva” che dopo aver assicurato di voler evitare polemiche, dice che quella della Boldrini e anche di Rosi Bindi (anche lei rientrata tra i Dem) “sono scelte logiche e fisiologiche dopo quello che è successo. Auguri di cuore e buon lavoro, noi siamo altrove”.

​Non manca il commento di Matteo Salvini intervistato su SkyTg24: “Nel Pd entra la Boldrini, prima è uscito Renzi. Il Pd sembra un autobus, ogni tanto qualcuno scende poi qualcuno sale”. Intanto su twitter è già stato lanciato l'hashtag #ioStoconLaura.

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